[Jazz Books]

DUKE ELLINGTON – La musica è la mia signora – L’autobiografia.La musica è la mia signora - L'autobiografia.

Autore: Duke Ellington – Anno: 2008- Editore: Minimun Fax
“Prima di toccare New Orleans, l’elemento originale africano si fece sentire nelle Indie Occidentali, e da lì si diffuse in due direzioni. Nella prima raggiunse i paesi latinoamericani, dove assorbì elementi spagnoli e portoghesi, dando luogo a una tipica musica afrolatina. La tradizione dei tamburi africani sopravvisse fortemente, e l’utilizzo degli strumenti a percussione (conga, bongos, timpani) è tuttora una caratteristica di questa musica. I ritmi africani sono considerati da sempre i più raffinati. L’impulso africano influenzò anche la Costa Orientale degli Stati Uniti, dove si formò una musica più rigorosa, perchè molti dei musicisti avevano avuto il vantaggio di ricevere una formazione scolastici e di studiare al conservatorio”.
Questo e molto altro potranno trovare di particolare interesse gli amici di questo volume Duke Ellington, La musica è la mia signora – L’autobiografia. Infatti il grande Maestro di jazz nella versione integrale della sua autobiografia – ora tradotta in italiano con prefazione di Franco Fayenz – descrive i lunghi viaggi effettuati con la big band in Sud America, parlando non solo dei locali da ballo, delle musiche e dei musicisti intervenuti nelle tournée, ma con dovizia di particolari ci offre sensazioni, emozioni, curiosità e calore incontrati tra la gente di quei luoghi. E’ il ‘diario latinoamericano’, raccolto tra le pagine 326 e 357, una sorta di cartoline di Rio de Janeiro, San Paolo, Buenos Aires, Mendoza, Montevideo, Santiago del Cile, Caracas, Quito, Bogotá, Panama, San José, Managua, Città del Messico, Guadalajara.
Ma il viaggio sudamericano rappresenta una piccolissima parte della vicenda narrata da Edward Kennedy ‘Duke’ Ellington, autore di capolavori come Mood Indigo, Sophisticated Lady, Jam with Sam, Perdido, Caravan, Take the A Train (per decenni la sigla dell’Orchestra). Davvero curiosa l’impostazione del testo: dopo il prologo seguono otto ‘atti’ – come fosse un’opera teatrale – con sottocapitoli ricchi di aneddoti, ricordi e tante schede sintetiche che il ‘Duca’ dedica con parole di stima e gratitudine (mai di critica) a strumentisti, cantanti, direttori d’orchestra, da Louis Armstrong a Charlie Parker, da Billy Strayhorn a Ella Fitzgerald, da Sidney Bechet a Dizzy Gillespie. Tra i ‘personaggi del dramma’ (come lui li definisce nel libro) anche il figlio Mercer, il grande Paul Gonsalves e il portoricano Juan Tizol che Duke incornicia come ‘uno dei migliori musicisti che io abbia incontrato… un grande uomo che mi aiutò”. Dei personaggi mette in luce i lati migliori ed evita di raccontare episodi negativi o tensioni. E’ un Duke positivo che ripercorre uno spaccato collettivo di storia personale e musicale dall’epoca del Rinascimento di Harlem alla Seconda guerra mondiale, dal difficile dopoguerra ai primissimi anni Settanta. Pagine che fotografano un nero che ha avuto tutto dalla vita fin dall’infanzia al contrario dei suoi coetanei, un uomo di successo, di talento, uno dei principali protagonisti del jazz, che dall’inizio del Novecento sino alla sua scomparsa del 1974 ha contribuito a costruire una delle espressioni artistiche più importanti. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, anche quello di Nixon che diede un ricevimento in onore del ‘Duca’ per conferirgli la più importante onorificenza civile statunitense. Nato nel 1899, a diciannove anni è già sulla scena come pianista in alcune orchestre di Washington. Dal ’34 al ‘36 si esibì con la sua mitica band al Cotton Club, uno dei più famosi ed eleganti cabaret di Harlem. Poi Ellington con quella che fu la più celebre orchestra del mondo del jazz, ha percorso migliaia di chilometri sulle strade del pianeta, ha partecipato a galà, offerto concerti in club, sale da ballo e teatri, incontri e conferenze tra ambasciatori e regnanti. L’unica orchestra al mondo che lavorava cinquantadue settimane all’anno. Sempre ‘on the road’, con grande eleganza, come un vero ‘Duca’ nella musica e nella vita. E in questo lungo e veloce girovagare da un posto all’altro qualche particolare deve essergli sfuggito o memorizzato con poca chiarezza da come li riporta sulla carta. Ma a un gigante come lui si possono abbonare alcuni limiti di questo tipo riscontrabili nel testo, come brevi interruzioni di ritmo nella narrazione, qualche contraddizione che si riscontra qua e là o risposte ‘incartate’ (evidenziate anche da Fayenz) nell’autointervista finale. Tuttavia libro imperdibile, soprattutto per i più giovani che vogliono acquisire familiarità con Ellington, con la sua immensa e meravigliosa produzione musicale. E nell’eventualità di una nuova edizione – auspicabile per l’editore e il mondo del jazz – sarebbe utile inserire un indice dei nomi per facilitare il lettore nella consultazione di quest’autobiografia, che ribadiamo fondamentale per conoscere il grande compositore e la sua donna: la musica jazz. note a cura: Gian Franco Grilli

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MILES DAVIS – Bitches Brew.Bitches brew il saggiatore

Autore: Enrico Merlin – Veniero Rizzardi – Anno 2009- Editore: Il Saggiatore.
Chi ama il jazz, e in particolare è davisiano, deve assolutamente possedere questa straordinaria opera di Enrico Merlin e Veniero Rizzardi sulla Genesi del capolavoro di Miles: Bitches Brew , un disco che ha cambiato la storia del jazz contemporaneo e della musica in generale. E a questo album è stato dedicato un intero volume, un lavoro di ricerca pazzesco su documenti d’archivio, sonori (i nastri originali delle sedute e i nastri intermedi conservati negli archivi Columbia) e cartacei (archivio Columbia, Fondo Teo Macero della New York Public Library), a cui si aggiungono svariate testimonianze. Un’operazione che potevano affrontare solo due esperti e studiosi come Merlin e Rizzardi, musicista e storico della musica il primo, docente di Conservatorio e saggista il secondo.
Il testo è rivolto soprattutto ai jazzofili di livello, meglio se conoscitori anche di teorie e tecniche della musica e con una propensione agli studi che vanno in profondità e amano partire da lontano, dalle idee iniziali fino al dietro le quinte della produzione e post produzione. Infatti gli autori sono riusciti nel non facile compito di ritrovare tutti i tasselli del percorso artistico che sta a monte di questo progetto, cosa successe prima di arrivare al traguardo di Bitches Brew, le cui tracce incominciarono a registrarsi negli Studi della Columbia a New York il 19 agosto 1969, mentre a pochi chilometri di distanza si ripulivano i prati di Woodstock, il festival terminato da meno di 24 ore con il concerto dell’immortale chitarra rock di Hendrix. E l’energia rock entrò poco dopo, e per la prima volta, a contatto con il jazz per mano di Miles Davis che organizzò un’orchestra senza precedenti, una scelta inaudita: tredici solisti con chitarre e tastiere elettriche, quattro percussionisti, un clarinetto basso, un sax soprano. In tre mattinate nacque il jazz elettrico, che molti chiamano jazzrock e da cui sgorgherà fusion, acidjazz ecc., insomma una musica innovativa che all’epoca spaccò in due il mondo del jazz, tra modernisti e tradizionalisti, rivoluzionari e conservatori. Un lavoro di portata storica che andò oltre le divisioni dei cultori e influenzerà poi intere generazioni di artisti e con il tempo recuperò anche molti dei puristi e scettici.
La parte centrale del testo offre?un’analisi dettagliatissima delle sedute di registrazione effettuate dal 19 al 21 agosto, poi affrontano il processo di postproduzione e spicca il ruolo importante svolto dal produttore-compositore Teo Macero. Il volume è ricchissimo di illustrazioni, foto, figure musicali, documenti inediti, discografia, bibliografia. Una vicenda esaltante che va dagli ultimi mesi del leggendario quintetto con cui Miles lavorò negli anni Sessanta fino al tempio del rock, il Fillmore East. note a cura: Gian Franco Grilli.chiusura

Broadway – New York, l’età del jazz e la nascita di un mito.broadway

Autore:    Charyn Jerome – Anno 2008 – Editore: Il Saggiatore.
Questo libro è stato concepito a pochi giorni di distanza dall’11 settembre come risposta psicologica per salvare un angolo della città, una storia che poteva scomparire. Jerome Charyn si è attaccato così a Broadway, un luogo particolare che ha caratterizzato New York in modo significativo, e ne è nata l’interessante pubblicazione Broadway – New York, l’età del jazz e la nascita di un mito (Il Saggiatore – collana Nuovi Saggi Storia).
L’autore ricostruisce un’epoca che è diventata un mito, illustrando una strada spettacolare dove sfilavano i protagonisti della New York ancora giovane, passeggiando di giorno e di notte nei ristoranti, nei locali notturni, nei teatri o nei bordelli: trafficanti e vagabondi, pugili e ballerine, scrittori squattrinati, cantanti jazz e attori di blackface, gangster e miliardari.
Jerome Charyn, come un archeologo della modernità, scava nella mitologia della più assurda metropoli americana e la racconta attraverso le gesta dei suoi eroi, in un continuo gioco di specchi tra verità e fantasia. Grazie alla sua prosa jazzata e frenetica, Charyn infonde vitalità a un luogo e un tempo passati troppo in fretta, perché viaggiavano alla velocità del desiderio. Luoghi che ora secondo l’autore sono spenti, anemici. E con queste pagine cerca di restituirci per qualche ora lo spirito magico che animava tale mosaico in un contesto più ampio di etnie e culture diverse che si affacciavano sulla New York in trasformazione. Un libro interessante che permette di osservare un fenomeno musicale e di costume ma sempre con un occhio rivolto anche agli eventi che succedevano nel mondo. Un buon ripasso di storia attraverso ragtime, jazz, cabaret, spettacoli e Follies Girl. note a cura: Gian Franco Grilli.chiusura

La Musica dei Neri Americani.La Musica dei Neri Americani.

Autore: Southern Eileen – Anno 2008 – Editore: Il Saggiatore.
La Musica dei Neri Americani. Dai canti degli schiavi ai Public Enemy raccoglie il monumentale lavoro realizzato dalla musicologa-musicista Eileen Southern (Il Saggiatore, Milano – € 45,00). Ci troviamo di fronte ad un testo veramente unico: è il primo lavoro in assoluto che affronta con una prospettiva nuova ben oltre 400 anni di storia afroamericana. Infatti, il percorso a ritroso delle indagini degli studiosi finora si era fermato alla metà dell’Ottocento. Eileen Southern, invece, ha voluto ridisegnare la storia completa della musica nera, dalle origini africane fino ad oggi per dimostrare che jazz, blues, ragtime, spiritual, bebop, soul, pop, dance e rap sono rivoli di un unico fiume creativo, legato a doppio filo al destino di quel popolo di ‘danzatori, musicisti e poeti” comprato, incatenato e rivenduto nel Nuovo Mondo. Una storia tragica che iniziò nel 1619 – secondo una testimonianza del capitano John Smith comparsa nella Generall Histoire of Virginia – quando “verso la fine di agosto arrivò una nave da guerra olandese che ci vendette venti negri”: è il primo sbarco di uomini di colore nelle colonie britanniche, gli odierni Stati Uniti. Ma il lavoro dell’autrice comincia dalla cultura ancestrale dell’Africa, osservando musica, danza e strumenti di quel continente, poi si addentra nell’età coloniale, parla del ruolo della Chiesa Nera, degli incontri delle varie culture in campo, dei precursori della canzone minstrel, via via fino a giungere all’ascesa del ragtime, del blues, del jazz, sino al rap e al gospel contemporaneo. Incomparabile per completezza, scritto con linguaggio chiaro, avvincente, ogni appassionato o studioso di black music non potrà prescindere da quest’opera, giunta alla terza edizione, che documenta in modo dettagliato, attraverso le note musicali, le tappe del riscatto dei neri d’America. Leggendo queste 686 pagine – con numerose illustrazioni ed esempi musicali – abbiamo appreso un sacco di aspetti storici finora largamente sconosciuti. note a cura: Gian Franco Grilli.chiusura

Fulmini a Kansas City. L’ascesa di Charlie Parker.Fulmini a Kansas City.L'ascesa di Charlie Parker.

Autore: Stanley Crouch, Traduzione Marzo Bertoli – Anno: 2014 – Editore: Minimum fax.
Lungamente annunciato negli Stati Uniti e attesissimo dagli appassionati di jazz, Fulmini a Kansas City è il primo capitolo della biografia che lo studioso e narratore afroamericano Stanley Crouch ha dedicato a Charlie Parker, il più grande sassofonista di tutti i tempi. Frutto di studi pluriennali, di ricerche e interviste sul campo, e animato da una prosa brillante e immaginifica, il libro ricostruisce la vita leggendaria di «Bird» negli anni che vanno dalla nascita nel 1920 fino al 1940: l’infanzia nella Kansas City dominata dalla malavita di Tom Pendergast e dallo swing delle territory bands; il rapporto con una madre iperprotettiva e allo stesso tempo troppo permissiva; il matrimonio a soli sedici anni e una paternità troppo precoce; la fascinazione per la musica, il cinema, la tecnologia, l’avventura; l’incontro drammatico con la droga; il trasferimento, infine, a New York, capitale del jazz moderno, con cui si sarebbe aperta la seconda, più matura fase della vita di Parker. A metà fra il saggio e il racconto, fra l’affresco di un’epoca e il romanzo di formazione, Fulmini a Kansas City è un vividissimo quanto inedito «ritratto dell’artista da giovane». note a cura: Minimumfax.comchiusura

Space is the place. La vita e la musica di Sun Ra.SUN RA.indd

Autore: John F.Szwed, Traduzione: Michele Piumini – Anno: 2013 – Editore: Minimum fax.
Pianista, bandleader e compositore trai più originali del Novecento, in cinquant’anni di attività Sun Ra (1914-1993) ha disegnato una vera e propria «storia parallela» del jazz, non soltanto allargandone lo spettro espressivo – contaminando lo swing con il funk, il free jazz con l’elettronica – ma anche arricchendolo di fantasiosi elementi extramusicali: coreografie coloratissime, costumi, danze esotiche, e soprattutto leggende. Nelle interviste, nei suoi scritti, nelle sue poesie, Sun Ra indossò infatti sempre i panni del grande visionario: presentandosi come il discendente del dio egizio del Sole o sostenendo di essere arrivato su questa terra da Saturno; promuovendo il mito del viaggio nello spazio come metafora del ritorno in Africa dei neri americani; incoraggiando la ricerca umana del divino e della spiritualità, di cui la musica avventurosa e imprevedibile della sua «Arkestra» doveva essere il veicolo privilegiato. Questa biografia ci permette per la prima volta di addentrarci nella storia (e nelle storie) di Sun Ra: musicista e filosofo, mistico e profeta, inventore di cosmogonie e creatore di mondi alternativi da cui è impossibile non rimanere stregati. note a cura: Minimumfax.comchiusura

Quattro vite jazz.Quattro vite jazz.

Autore: A.B.Spellman, Traduzione: Marco Bertoli – Anno: 2013 – Editore: Minimum fax.
Quattro vite jazz è uno dei testi fondanti della moderna critica musicale, un vero e proprio classico della letteratura sul jazz. Attraverso i case studies di quattro musicisti geniali ma spesso avversati dai contemporanei perché considerati troppo «difficili» o «sperimentali» – i pianisti Cecil Taylor e Herbie Nichols, i sassofonisti Ornette Coleman e Jackie McLean – Spellman offre un resoconto aspro e disincantato del conflitto tra le esigenze dell’entertainment e quelle dell’integrità artistica, tra le asfissie del mercato discografico e gli orizzonti potenzialmente infiniti della ricerca musicale. Ciò che emerge da queste pagine, nel vivido racconto in prima persona dei protagonisti, è una vicenda di battaglie quotidiane per la sopravvivenza, fra difficoltà economiche, droghe e discriminazioni razziali; ma anche una storia di speranza e solidarietà, di inaspettati riscatti e rari, luminosi successi. Pubblicato originariamente nel 1966 e tradotto oggi per la prima volta in italiano, Quattro vite jazz è, come scrive l’autore nella nuova prefazione, «una macchina del tempo, il ritratto di quattro musicisti impegnati nella creazione artistica e in lotta contro fattori violentemente ostili. Quando ci sono lotte così, le belle storie da raccontare non mancano mai. E soprattutto, non invecchiano mai». note a cura: Minimumfax.comchiusura

Thelonious Monk. Storia di un genio americano.Thelonious Monk. Storia di un genio americano.

Autore: Robin D.G.Kelley, Traduzione: Marco Bertoli – Anno: 2012 – Editore: Minimum fax.
La figura di Thelonious Monk (1917-1982) è da sempre tra le più apprezzate dagli studiosi e dagli appassionati di jazz. Eppure spesso ne è stato offerto un ritratto parziale, quando non
distorto: quello di un genio eccentrico, di un uomo mentalmente disturbato, di un musicista primitivo e naïf. Questa biografia rimette finalmente nella giusta prospettiva critica la vita e la musica del grande pianista-compositore. Grazie a un lavoro di ricerca durato più di dieci anni, durante i quali l’autore ha avuto accesso per la prima volta ai documenti e ai nastri privati della famiglia Monk, scopriamo un Thelonious diverso: un musicista pienamente consapevole della propria arte, determinato a lottare senza compromessi per difendere la sua visione musicale; un individuo sensibile e spiritoso, che malgrado gli eccessi comportamentali conquistava immancabilmente la stima e la simpatia del prossimo; un uomo attentissimo alla realtà sociale, che nella musica vedeva anche il mezzo per affermare la possibilità di un mondo migliore.
Selezionato dal New York Times fra i 100 migliori libri del 2009, finalista al PEN USA Literary Award, premiato come miglior libro sul jazz dalla Jazz Journalists Association, Thelonious Monk. Storia di un genio americano è destinato ad affermarsi come l’opera definitiva su un gigante indimenticato del jazz. note a cura: Minimumfax.comchiusura

Thelonious Monk. Fake Book.thelonious monk fake book

Autore: Hal Leonard – Anno: 2002 – Editore: C.Editor
The music of Thelonious Monk is among the most requested of any jazz composer, but accurate lead sheets and sources have never been widely available until now. This folio has 70 of the master composer/pianist’s most familiar pieces, as well as a number of obscure and unrecorded tunes, in easy-to-read versions. Includes counterlines and ensemble parts for many pieces, as well as bass-lines and piano voicings where applicable. Also includes a biography, a glossary, and a definitive discography of the compositions in the book. Titles include: Ask Me Now * Bemsha Swing * Blue Monk * Blue Sphere * Boo Boo’s Birthday * Bright Mississippi * Brilliant Corners * Bye-Ya * Crepuscule With Nellie * Criss Cross * 52nd Street Theme * Functional * Gallop’s Gallop * Hackensack * I Mean You * In Walked Bud * Jackie-ing * Let’s Cool One * Little Rootie Tootie * Misterioso * Monk’s Mood * Nutty * Off Minor * Pannonica * Played Twice * Rhythm-a-ning * ‘Round Midnight * Ruby, My Dear * Straight No Chaser * Thelonious * Well You Needn’t * and 39 more.
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Thelonious Monk. Straight, No Chaser: The File And Genius Of Monk.Theloiouns Monk, Straight, No Chaser

Autore: Leslie Gourse – Anno: 1997 – Editore: Paperback.
First English-language biography of a legendary and compelling jazz artist.Thelonious Monk was one of jazz’s legendary figures, whose life story has yet to be told. Pianist and bandleader, he led the legendary jam sessions at Harlem’s Minton’s Playhouse where, along with Charlie Parker and Dizzy Gillespie, he helped mold the nascent style of bebop. Monk’s composition ‘Round Midnight; Straight, No Chaser; Blue Monk; Misterioso; Rhythm-a-ning; and countless others have become classics in the jazz repertoire. Monk’s piano playing was so unique that it has been widely emulated and praised, but never equaled. His personal life was also unique, including a long battle with depression and mental illness that finally led to his total withdrawal from recording and music making years before his tragic death. This book tells Monk’s story based on first-hand interviews with the musicians who worked with him, along with the participation of his son, T.S., and other family members. It discusses both his musical and personal lives in frank detail, and illuminates one of the most important jazz player’s of our time. Leslie Gourse is a well-known authority and writer on jazz. note da amazon.comchiusura

Thelonious Monk. The Life and Times of an American Original.thelonious Monk the life the times

Autore: Robin Kelley – Anno: 2010 – Editore: Paperback.
Thelonious Monk is the critically acclaimed, gripping saga of an artist’s struggle to “make it” without compromising his musical vision. It is a story that, like its subject, reflects the tidal ebbs and flows of American history in the twentieth century. To his fans, he was the ultimate hipster; to his detractors, he was temperamental, eccentric, taciturn, or childlike. His angular melodies and dissonant harmonies shook the jazz world to its foundations, ushering in the birth of “bebop” and establishing Monk as one of America’s greatest com­posers. Elegantly written and rich with humor and pathos, Thelonious Monk is the definitive work on modern jazz’s most original composer. note da amazon.com

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Thelonious Monk Quartet with John Coltrane at Carnegie Hall.thelonious monk with john coltrane at carnegie hall

Autore: Gabriel Solis – Ano 2013 – Editore: Paperback.
In early 2005, an engineer at the Library of Congress accidentally discovered, in an unmarked box, the recording of Thelonious Monk’s and John Coltrane’s performance at a 1957 benefit concert at Carnegie Hall. Long considered one of the most important musical meetings in modern jazz, Monk’s and Coltrane’s work together during a scant few months in 1957 had, until this discovery, been thought to be almost entirely undocumented.
In this book, Gabriel Solis provides an historical, cultural, and analytical study of this landmark recording, which was released by Blue Note records later in 2005. Taking a wide-ranging approach to the recording, Solis addresses issues of “liveness,” jazz teaching and learning, enculturation, and historiography. Because nearly a half century passed between when the recording was made and its public release, it is a particularly interesting lens through which to view jazz both as a historical tradition and as a contemporary cultural form. Most importantly Solis accounts for the music itself. Offering in depth analytical discussions of each composition, as well as Monk’s and Coltrane’s improvisational performances he provides insight into Monk’s impact on Coltrane as he developed his signature “sheets of sound” style, as well as into the influence of a strong side-man, like Coltrane, on Monk at his creative and professional peak. The first study of one of the most significant jazz releases of the twenty-first century, Thelonious Monk Quartet with John Coltrane at Carnegie Hall is essential reading for all jazz scholars, students, musicians, and fans. note da amazon.comchiusura

Thelonious Monk. Monk’s Music.thelonious monk monk's music

Autore: Gabriel Solis – Anno: 2007 – Editore: Paperback.
Thelonious Monk (1917-1982) was one of jazz’s greatest and most enigmatic figures. As a composer, pianist, and bandleader, Monk both extended the piano tradition known as Harlem stride and was at the center of modern jazz’s creation during the 1940s, setting the stage for the experimentalism of the 1960s and ’70s. This pathbreaking study combines cultural theory, biography, and musical analysis to shed new light on Monk’s music and on the jazz canon itself. Gabriel Solis shows how the work of this stubbornly nonconformist composer emerged from the jazz world’s fringes to find a central place in its canon. Solis reaches well beyond the usual life-and-times biography to address larger issues in jazz scholarship—ethnography and the role of memory in history’s construction. He considers how Monk’s stature has grown, from the narrowly focused wing of the avant-garde in the 1960s and ’70s to the present, where he is claimed as an influence by musicians of all kinds. He looks at the ways musical lineages are created in the jazz world and, in the process, addresses the question of how musicians use performance itself to maintain, interpret, and debate the history of the musical tradition we call jazz. note da amazon.comchiusura

Monk himself. La vita e la musica di Thelonious Monk.Monk himself. La vita e la musica di Thelonious Monk.

Autore: Laurent De Wilde, Traduzione: Michele Mannucci – Anno: 2007 – Editore: Minimum fax.
Genius of Modern Music: così nel 1947 la Blue Note presenta le prime incisioni di Thelonious Monk, trentenne pianista dall’innato talento compositivo e dal brillante stile strumentale, ben affermato nel giro newyorkese dei boppers – tanto da essere ribattezzato «gran sacerdote del bebop» – ma ancora sconosciuto al pubblico. E se il suo genio è già rivelato in quelle indimenticabili composizioni – «’Round Midnight», «Well You Needn’t», «Ruby, My Dear», «Off Minor» – nondimeno Monk dovrà battersi tutta la vita per vedersi riconosciuto il posto che merita nell’Olimpo del jazz. Introverso, tenebroso, enigmatico, ma anche ironico e generoso, capace di incantare le folle con i suoi incredibili copricapi e le melodie asimmetriche, la sua stazza imponente e il leggiadro tocco pianistico. Titanico e autorevole di fronte alla musica, eppure indifeso contro i propri demoni che lo condurranno, infine, al silenzio e alla follia. In questa biografia, diventata ormai un testo di riferimento nel genere delle jazz lives, De Wilde ci trascina fra gli oscuri locali di Harlem e gli studi di registrazione delle major, tra la New York degli anni Cinquanta e la Parigi dei Sessanta, con una narrazione che sa declinare splendidamente la vita e la musica di Thelonious come una variabile imprevista nel jazz del Novecento. Un racconto struggente come una ballad e scatenato come uno swing, capace di riconsegnarci, immortale e intatto, il sogno musicale di Monk. note a cura: Minimumfax.comchiusura

Miles. L’autobiografia.Miles. L'autobiografia.

Autore:Miles Davis, Quincy Troupe, Traduzione: Marco Del Freo – Anno 2010 – Editore: Minimum fax.
Dall’epoca d’oro del bebop alla rivoluzione della fusion, la musica di Miles Davis ha attraversato e segnato l’intera storia del jazz. In questo straordinario libro autobiografico, che torna oggi in un’edizione rilegata e arricchita di preziosi contenuti speciali, Davis racconta l’evoluzione del suo stile, i suoi gruppi, gli album e i concerti, ma anche gli amici, le donne, la famiglia, gli anni bui dell’eroina, i conflitti con i bianchi del mondo della stampa e del potere costituito. Dalla sua voce di volta in volta commossa, indispettita, orgogliosa, nasce un grandioso film corale in cui fanno da co-protagonisti Charlie Parker, John Coltrane, Dizzy Gillespie, Jimi Hendrix e Prince, e in ruoli cameo troviamo Juliette Greco, Jean-Paul Sartre e addirittura Ronald Reagan. Fitto di aneddoti e informazioni come una grande enciclopedia del jazz, ma animato dal calore di una personalità battagliera, questo libro è una testimonianza fondamentale per la storia della musica, ma insieme un romanzo appassionante e un ritratto «militante» di mezzo secolo di cultura nera americana. note a cura: Minimumfax.comchiusura

To be or not to bop. Dizzy Gillespie.To be or not to bop. Dizzy Gillespie.

Autore: Dizzy Gillespie, Traduzione: Dario Matrone – Anno: 2009 – Editore: Minimum fax.
Pochi musicisti hanno incarnato l’essenza sperimentale e avventurosa del jazz come Dizzy Gillespie, padre della rivoluzione bebop e inventore dello stile latin. La sua autobiografia affronta con lucidità, coraggio e un pizzico d’ironia una vicenda personale che è anche un compendio dell’esperienza collettiva degli artisti neri nell’America del secolo scorso. La razza e l’industria discografica, le droghe e la sessualità, la religione, la famiglia e la solidarietà fra colleghi: sono questi gli snodi principali di un racconto capace di leggere la musica come una variabile del sistema sociale e culturale americano, in cui trovano posto eventi tragici come la morte di Charlie Parker, momenti spirituali come la conversione alla fede Bahá’í, ma anche episodi esilaranti come la «campagna elettorale» del 1964, che vide Gillespie scendere in campo – armato della sola tromba – contro l’intero establishment politico del paese.
Completano il volume le testimonianze di prima mano dei principali amici e collaboratori di Gillespie: da Miles Davis a Ella Fitzgerald, da Cab Calloway a Sarah Vaughan, da Max Roach a Thelonious Monk. Un documento appassionato, un inno alla musica come luogo di libertà, di fratellanza e di trasformazione delle coscienze. note a cura: Minimumfax.comchiusura

Come se avessi le ali. Chet Baker.Come se avessi le ali. Chet Baker.

Autore: Chet Baker, Traduzione Marco Di Gennaro – Anno 2009 – Editore: Minimum fax.
ornano, per la prima volta in edizione hardback, le memorie di Chet Baker, l’unica testimonianza scritta che ci abbia lasciato il grande trombettista jazz. Questi preziosi testi, scoperti a dieci anni dalla sua morte misteriosa, ci permettono di «ascoltare» la vita di Chet in presa diretta, narrata dalla sua vera voce. I ricordi d’infanzia, i vividi e complicati rapporti d’amore, la dolorosa esperienza del carcere e delle droghe e infine – naturalmente – le mille luci e ombre del mondo del jazz. Durante tutta la sua vita – dalle collaborazioni con Stan Getz, Charlie Parker e Gerry Mulligan fino alla consacrazione come solista – Chet Baker torna sempre infatti a rifugiarsi nel conforto che la musica gli offriva, sotto le ali accoglienti delle note della sua tromba e della sua voce inconfondibile. note a cura: Minimumfax.com

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Deep in a Dream: The Long Night of Chet Baker.chet baker deep in a dream

Autore: James Gavin – Anno: 2002 – Editore: Alfred A.Knopf.
The grim life of cool jazzman Baker, told with relish and a firm grasp of the material by Gavin (Intimate Nights: The Golden Age of New York Cabaret, 1991).Baker epitomized detached hipness: he was handsome and dangerous, above it all, a natural lyrical trumpeter with a bell-clear tenor, and a true bad boy. As bebop was making its presence felt, with all its dissonant chords and chromatic solos and unusual rhythms, its improvisation and intimidation, Baker started making his name as a horn player, but in a more fluid style, running from brash and spirited to playing that was “as graceful as poems.” Gavin tells Baker’s story with excitement, a torrent of images and associations on a par with the trumpeter’s own far-flung ramble through the jazz world, working with Charlie Parker (whose praise rocketed him to stardom), his extraordinary early musical rapport with Gerry Mulligan, and his own low-key West Coast groups. But, as Gavin explains, he was also one troubled man, mistrusting, needing to be mothered, vulgar, reckless, and irresponsible. Derided by East Coast critics for his mildness and accused by black jazz players of lifting their material and commercializing it, Baker still had a tremendous following, though Gavin allows that it was as much for his looks as for his pearly trumpeting and androgynous voice. Dope took him down. Grass gave way to painkillers, then heroin, and Baker turned himself into a walking ghost. Gavin does a cringingly fine job of detailing these personal travails, Baker’s desperate womanizing, and his musical persona, which made nickel-and-dime clubs feel as natural for Baker as the big jazz festivals, or more so. Yet, doped and pathetic, even his last European gigs were found to have a “broken, lonely, but at the same time endlessly sweet and emotional sound.”Not just a pitiable waste of luminous talent, but a really scary story. Narrated by Gavin with gingery discernment. note da strandbook.comchiusura

Hotter Than That: The Trumpet, Jazz, and American Culture.hotter than that

Autore: Krin Gabbard – Anno: 2008 – Editore: Faber And Faber.
A witty history of the trumpet and the many meanings of its sound.Gabbard (Comparative Literature/Stony Brook Univ.; Black Magic, 2004, etc.) details the instrument’s odyssey from its ceremonial origins in ancient Egypt through its provocation of political head-butting within the ranks of the Boston Symphony Orchestra. Although the author expertly assesses important technological innovations, cultural events and musical personalities central to the trumpet’s long existence, he also thoroughly examines how the instrument’s sound, particularly in American culture, has been intertwined with notions about masculinity and race. In the hands of many authors, such a discussion might suffer from political correctness or heavy-handed seriousness, but Gabbard handles the matter with graceful openness and an honest, convincing sense of humor. He narrows his discussion to the trumpet’s special role within the cultural history of jazz, beginning with the importance of the high-volume playing of Buddy Bolden and Louis Armstrong and finishing with the softer tones of Miles Davis. He particular engages during his excursions into the biographies of Armstrong and Davis, two men who changed music in America. Gabbard isn’t afraid of touching on their less-than-attractive sides in order to demonstrate that when we fail to acknowledge jazz’s unsavory and gritty ingredients, we sacrifice appreciation of its full flavor. The author, who took up the trumpet as an adult, also recounts the development of his playing in excursions that seem burdened with technicalities, periodically slowing down the otherwise splendid pace and vigor of his prose. Gabbard tells the history of his adopted instrument with a historian’s rigor and a comedian’s wit, scattering plenty of juicy anecdotes throughout.  note da strandbook.com.chiusura

Dizzy: The Life and Times of John Birks Gillespie.Dizzy. The Life and Times

Autore: Donald L.Maggin – Anno: 2006 – Editore: Harper Collins.
Maggin has produced an important biography of Dizzy Gillespie, the 20th-century jazz giant who spearheaded the bebop and Latin movements. Included here are details on his personal life and the development of his compositional and trumpet-playing style, drawn from previously published sources as well as interviews with Gillespie’s family members and fellow musicians. Although a good deal of the biographical information duplicates that found in Alyn Shipton’s Groovin’ High, there is more than enough new material here. Of particular interest are Maggin’s exploration of Gillespie’s Baha’i faith and the important insights he gleaned from interviews with the likes of Stan Levey, Mike Longo, and Max Roach. The occasional adjectival superlative and a few cumbersome musical explanations-too detailed for the lay reader but probably not detailed enough for the musician-jazz connoisseur-distract, but overall this is an inclusive, well-documented, and honest analysis of Gillespie’s work and place in American music. Highly recommended for all public and academic libraries.
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Astor Piazzolla. La Biografia.Piazzolla. La Biografia.

Autore: Diego Fischerman, Abel Gilbert – Traduzione: N.Cancellieri – Anno 2012- Editore: Minimum fax.
Questa biografia, curata dai due maggiori esperti argentini della musica di Astor Piazzolla, è il più completo studio esistente sul padre del tango moderno, figura affascinante di uomo e musicista, virtuoso del bandoneon e contaminatore per eccellenza dei generi popolari con quelli «colti». Con una prosa rigorosa e una grande ricchezza di informazioni, gli autori ricostruiscono la vita e l’opera di Piazzolla collocandole nel più ampio contesto musicale e storico-culturale. L’infanzia a New York e l’amore precoce per il jazz; il ritorno da adolescente a Buenos Aires e l’incontro fatale con la musica tradizionale argentina, il tango, destinato a trasformarsi per sempre proprio grazie alle idee innovative di Piazzolla (l’uso di armonie mutuate dal jazz, le tecniche improvvisative, l’introduzione di strumenti elettrici); le collaborazioni prestigiose con jazzisti come Gerry Mulligan e Gary Burton o con scrittori del calibro di Ernesto Sabato e Jorge Luis Borges. Sullo sfondo, i rivolgimenti politici del Novecento latinoamericano, le rivoluzioni e le dittature, da lui sempre vissute con insofferenza («non sono né yankee né marxista», disse di sé una volta, «sono un bandoneonista») e con il desiderio di potersi dedicare all’unica grande passione della vita: la musica, quel nuevo tango che a partire dagli anni Sessanta e Settanta conoscerà una straordinaria popolarità, valicando i confini argentini e affermandosi come uno dei colori più vividi e riconoscibili della tavolozza musicale contemporanea. note a cura: Minimumfax.comchiusura

Blue Note Records.Blue Note Records.

Autore: Richard Cook, Traduzione: Marco Bertoli – Anno 2011 – Editore: Minimum fax.
Da più di settant’anni la casa discografica Blue Note Records è sinonimo di musica di altissimo livello. Punto di riferimento imprescindibile nel mondo del jazz, si è sempre distinta per essere un vero e proprio laboratorio di idee, basato su un interscambio fecondo e paritario tra il produttore e gli artisti. L’elenco dei musicisti che hanno inciso per l’etichetta newyorkese è, di fatto, il Who’s who della storia del jazz: dai pionieri Thelonious Monk, Bud Powell, Art Blakey, Horace Silver, fino ai contemporanei John Scofield, Wynton Marsalis, Dianne Reeves, Joe Lovano e Norah Jones. La «biografia» della Blue Note viene ricostruita per la prima volta in questo volume ormai classico, pubblicato originariamente nel 2001 e finalmente disponibile anche in italiano. Con lo stile asciutto e il rigore documentario che lo hanno consacrato tra i massimi esperti mondiali di musica jazz, Richard Cook ripercorre tutte le fasi di vita dell’etichetta, dalla fondazione nel 1939, al fallimento sul finire degli anni Sessanta, fino alla rinascita negli anni Ottanta. Guidando il lettore tra le session e gli album più celebri, raccontando i retroscena dei rapporti tra la Blue Note e i suoi artisti (ma non trascurando di soffermarsi anche su «curiosità» come le tecniche di registrazione di Rudy Van Gelder o la cover art di Reid Miles), le pagine di Cook ci fanno rivivere l’atmosfera e lo spirito dell’etichetta che per molti, da sempre, rappresenta «the finest in jazz since 1939». note a cura: Minimumfax.comchiusura

Good morning blues. Count Basie, l’Autobiografia.Good morning blues. Count Basie, l'Autobiografia.

Autore: Count Basie, Albert Murray – Traduzione: Marco Bertoli – Anno: 2008 – Editore: Minimum fax.
Dopo Miles Davis, John Coltrane, Duke Ellington, Ray Charles, James Brown, minimum fax continua a raccontare le vite dei giganti della musica nera: questa volta dando voce a Count Basie, uno dei più grandi pianisti jazz di tutti i tempi, maestro indiscusso dello swing e leader di una big band leggendaria. Basie ripercorre tutta la propria storia, affidandola alla pregevole scrittura del critico e saggista Albert Murray: dall’infanzia nel New Jersey dei primi del secolo, subito contagiata dall’amore per il ragtime, alle prime esperienze a Kansas City e New York, alle brillanti collaborazioni con Billie Holiday e Lester Young, ai tour mondiali con la sua orchestra. Fra aneddoti coloriti e meditazioni profonde, cinquant’anni sulla scena del jazz raccontati con la piacevolezza, lo humour e il rigore che sempre hanno contraddistinto il genio artistico di Count Basie. note a cura: Minimumfax.comchiusura

Blue Trane.La vita e la musica di John Coltrane.Blue Trane Lewis Porter

Autore: Lewis Porter, Traduzione: Adelaide Cioni – Anno: 2006 – Editore: Minimum fax.
Il più grande sax tenore di tutti i tempi rimane oggi per molti versi una figura ancora misteriosa: ingabbiata nello stereotipo dell’artista geniale e maledetto ma non sufficientemente indagata e compresa. Questa biografia, la prima scritta da un musicista e studioso di jazz, colma un vuoto di cui da più parti si andava denunciando l’anacronismo. Frutto di quindici anni di ricerche d’archivio, interviste con amici e colleghi del musicista, analisi delle partiture musicali, Blue Trane offre il più completo ritratto oggi disponibile di uno straordinario virtuoso e sperimentatore e della sua evoluzione artistica: la gavetta nella big band di Dizzy Gillespie, le collaborazioni con Monk e Miles Davis, la carriera solista e l’affermazione del leggendario quartetto che regalerà al jazz l’opera più innovativa e amata di sempre: A Love Supreme. Con un ampio apparato di fotografie, documenti, spartiti e una cronologia dettagliata che ricostruisce tutte le esibizioni dal vivo di Coltrane, Blue Trane è una lettura imperdibile per gli amanti del jazz e uno strumento indispensabile per gli studiosi e i professionisti della musica. note a cura: Minimumfax.comchiusura

 

Enrico Rava. Note necessarie. Come un’autobiografia.Note necessarie. Come un'autobiografia.

Autore: Enrico Rava, Alberto Riva – Anno 2004- Editore: Minimum fax.
«Suona solo le note necessarie. Le altre cerca di non suonarle»: questo il consiglio che l’amico João Gilberto dava a Enrico Rava quando erano insieme a New York, negli anni Settanta. Un consiglio difficile da seguire per un uomo dalla personalità prorompente e dalla creatività fertilissima, una scelta irrinunciabile per un artista che voglia distillare pure emozioni nella sua musica.
Enrico Rava, uno dei più grandi jazzisti italiani, è entrambe queste cose; e lo racconta nelle pagine del libro che avete fra le mani, frutto di sei anni di conversazioni e interviste con il giornalista e critico musicale Alberto Riva.
Alternando vicende personali, incontri eccellenti, giudizi sul proprio lavoro e quello altrui, divagazioni, sfoghi, confessioni e bilanci, la viva voce di questo “poeta della tromba” ci accompagna in un lungo viaggio intorno al mondo (da Torino a New York, da Londra a Buenos Aires alle colline della Liguria, secondo le mille vocazioni di un animo da nomade) che è anche un appassionante viaggio intorno al jazz, ai suoi stili, ai suoi strumenti e ai suoi personaggi.
E a fare da colonna sonora, in esclusiva mondiale per i lettori di minimum fax, la prima raccolta antologica dei brani più belli di Enrico Rava, selezionati dall’autore. note a cura: Minimumfax.comchiusura

Ella Fitzgerald: A Biography of the First Lady of Jazz.Ella fitzgerald a biography

Autore: Stuart Nicholson – Anno: 1995 – Editore: Da Capo Press.
The life of the very private and media-shy Ella Fitzgerald has long been shrouded in a mixture of half-truths and fiction. What emerges in Stuart Nicholson’s groundbreaking biography is a remarkable story of a poor black girl’s determination to realize the American Dream in the face of racial and sexual prejudice. She succeeded, and is now the definition of “jazz singer” to millions, one of the greatest of all jazz musicians. In this fullest account ever of her life, Nicholson draws on fresh research and interviews with Ella’s friends and colleagues. Supplemented by Phil Schaap’s authoritative discography, Ella Fitzgerald is a rich and revealing portrait of one of the most popular American singers in history.
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Sassy: The Life of Sarah Vaughan.Sassy The Life

Autore: Leslie Gourse – Anno: 1994 – Editore: Da Capo Press
Sarah Vaughan possessed the most spectacular voice in jazz history. In Sassy, Leslie Gourse, the acclaimed biographer of Nat King Cole and Joe Williams, defines and celebrates Vaughan’s vital musical legacy and offers a detailed portrait of the woman as well as the singer. Revealed here is “The Divine One” as only her closest friends and musical associates knew her. By her early twenties Sarah Vaughan was singining with Dizzy Gillespie, Charlie Parker, and Billy Eckstine, helping them invent bebop. For forty-five years thereafter, she reigned supreme in both pop and jazz, with several million-selling hits (among them “Broken Hearted Melody,” “Make Yourself Comfortable,” and “Misty”).But life offstage was never smooth for Sarah Vaughan. Her voluptuous voice was matched by her exuberant appetite for excess: three failed marriages, financial difficulties through many changes in management, late-night jam sessions, liquor, and cocaine. In Sassy, though, we also see the feisty and unpretentious woman who worked hard all her life to support her parents and adopted daughter, and who came to savor the hard-won independence and worldwide acclaim she achieved as the greatest jazz singer of her generation.
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Nina Simone: I Put a Spell on You – The Autobiography of Nina Simone.nina simone i put a spell on you

Autore: Nina Simone, Stephen Cleary – Anno: 2003 – Editore: Da Capo Press.
A gorgeous, inimitable singer and songwriter, Nina Simone (1933-2003) changed the face of both music and race relations in America. She struck a chord with bluesy jazz ballads like “Put a Little Sugar in My Bowl” and powerful protest songs such as “Mississippi Goddam” and “To Be Young, Gifted, and Black,” the anthem of the American Civil Rights movement. Coinciding with the re-release of her famous Philips Recordings, here are the reflections of the “High Priestess of Soul” on her own life.
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Come il jazz può cambiarti la vita. Wynton Marsalis.wynton marsalis come il jazz può cambiarti la vita

Autore: Wynton Marsalis – Anno: 2008 – Editore: Feltrinelli.
Non è solo musica, il jazz. È anche un modo di stare nel mondo, e un modo di stare con gli altri. Al cuore della sua “filosofia” ci sono l’unicità e il potenziale di ciascun individuo, uniti però alla sua capacità di ascoltare gli altri e improvvisare insieme a loro. È stato creato dai discendenti degli schiavi, ma sa parlare di libertà. È figlio della malinconia del blues, ma sa lasciarsi andare alla felicità più pura. Le sue radici sono nella tradizione, ma la sua sfida è la continua innovazione. E anche se vive di tensioni armoniche e ritmiche, ha saputo e sa essere ancora messaggero di pace. Wynton Marsalis fa leva sulla sua eccezionale storia artistica e sull’eredità dei grandi maestri per introdurci in questo universo fatto di opposti che si riconciliano. Con la passione del protagonista racconta storie del presente e del passato. Con la competenza dello studioso spiega cosa e come ascoltare. E soprattutto mostra come le idee centrali del jazz possano aiutare le persone e le comunità a cambiare il loro modo di pensare e di agire, con se stesse e le une con le altre.
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Wynton Marsalis. How Jazz Can Change Your Life.wynton marsalis how jazz can change your life

Autore: Wynton Marsalis, Geoffrey Ward – Anno: 2008 – Editore: Random House.
In this beautiful book, the Pulitzer Prize-winning musician and composer Wynton Marsalis explores jazz and how an understanding of it can lead to deeper, more original ways of being, living, and relating — for individuals, communities, and nations. Marsalis shows us how to listen to jazz, and through stories about his life and the lessons he has learned from other music greats, he reveals how the central ideas in jazz can influence the way people think and even how they behave with others, changing self, family, and community for the better. At the heart of jazz is the expression of personality and individuality, coupled with an ability to listen to and improvise with others. Jazz as an art — and as a way to move people and nations to higher ground — is at the core of this unique, illuminating, and inspiring book, a master class on jazz and life by a brilliant American artist.
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Wynton Marsalis. The Magic Hour.wynton marsalis The Magic Hour

Autore: Wynton Marsalis – Anno: 2006 – Editore: PlayinTime
Here’s is Wynton Marsalis seminal first recording fo Blue Note Records. It is a clear departure for Marsalis, both as an artist and as a composer. The lively, accessible music show Wynton’s love for the whimsy, the sexy, the sheer fun of life. These eight tunes will provide just as much pleasure for the performer as the listener. This folio, printed on heavy gloss stock, contains note for note transcriptions of the songs contained on Wynton’s first Blue Note recording release. Originally only available as a limited edition commemorative transcription book at Wynton Marsalis concerts, it is now available to the public. The songs are written as lead sheets, fake book style, with melody an chord changes.Piano parts are included where necessary to capture the essence of the tune.
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Wynton Marsalis. Jazz In the Bittersweet Blues of Life.wynton marsalis Jazz In the Bittersweet Blues of Life.

Autore: Wynton Marsalis, Carl Vigeland – Anno: 2002 – Editore: Da Capo Press.
Marsalis gives readers a seat on his old septet’s tour bus for a ride down memory lane. It’s the early 1990s, and the trumpeter is coming into his own as a composer, despite his tight road schedule (check-in at hotel, go to sound check, eat supper, iron the suit, play the gig, snooze a bit, hit the road). Should a day off (or a few free hours) arise, he’s speaking at a local school, composing a ballet, recording an album or playing a ballad to his sons on the phone. Loosely using a sort of call-and-response style, the book swings between Vigeland’s (Stalking the Shark: Passion and Pressure on the Pro Golf Tour) fly-on-the-wall documentation and the poetic solos of Marsalis, philosophizing on jazz, joy, love and lifeall synonymous for him. For better or for worse, it’s easy to lose one’s sense of time and place on the roadand it’s equally easy to do so in this book.
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Wynton Marsalis: Skain’s Domain: A Biography.wynton marsalis a biography

Autore: Leslie Gourse – Anno: 1999 – Editore: Schirmer Trade
Award-winning trumpeter and composer Wynton Marsalis has garnered more credit and criticism than any other jazz artist of his generation. In Skain’s Domain, the first biography of Marsalis, author Leslie Gourse provides a fast-moving overview of Marsalis’s highs and lows. Gourse, a jazz biography specialist who also penned Straight No Chaser: The Life and Genius of Thelonious Monk and Sassy: The Life of Sarah Vaughan, focuses more on Marsalis as a pop icon rather than as a musical figure. At her best, Gourse reveals Marsalis’s conventional, post Civil Rights-era upbringing in the South—along with his quirky relationship with brother Branford, and his duels with Miles Davis and jazz critics—adding a needed dimension to his public persona. “Whether as a result of his New Orleans environment, his natural indications, his family upbringing, his early successes and the terrific attention he was accorded, or all those elements,” she writes, “Wynton drove himself relentlessly to achieve his twin goals of establishing himself as a masterful musician and elevating jazz in its rightful place.” Though Gourse often focuses more on the man than on his music, her portrait of Marsalis will be of interest to the general reader, and it serves as a solid starting point for future works on this celebrated artist.
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Wynton Marsalis. To a Young Jazz Musician: Letters From The Road.wynton marsalis Letters From The Road

Autore: Wynton Marsalis, Selwyn Seyfu Hinds – Anno: 2004 – Editore: Random House.
In “To a Young Jazz Musician”, the renowned jazz musician and Pulitzer Prize-winning composer Wynton Marsalis gives us an invaluable guide to making good music — and to leading a good life.Writing from the road “between the bus ride, the sound check, and the gig,” Marsalis passes on wisdom gained from experience, addressed to a young musician coming up — and to any of us at any stage of life.
He writes that having humility is a way to continue to grow, to listen, and to learn; that patience is necessary for developing both technical proficiency and your own art rather than an imitation of someone else’s; and that rules are indispensable because “freedom lives in structure.” He offers lessons learned from his years as a performer and from his great forebears Duke Ellington, Charlie Parker, and others; he explores the art of swing; he discusses why it is important to run toward your issues, not away; and he talks about what to do when your integrity runs up against the lack thereof in others and in our culture.
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Paolo Fresu: Musica Dentro. fresu musica dentro

Autore: Paolo Fresu – Anno: 2009 – EDitore: Feltrinelli.
Questo libro è un atto d’amore. Per la musica. Per i suoni. Per lo strumento, la tromba, compagno di strada di una vita. Dentro c’è tutto l’universo di un artista sempre più apprezzato e conosciuto sia in Italia sia all’estero. C’è il legame con le radici sarde, i silenzi di una campagna selvaggia rotti dal fruscio delle foglie e dai belati delle pecore. C’è la scoperta della vocazione musicale e il severo tirocinio di un artista. C’è l’incontro con Miles Davis, modello e ispiratore di sempre. E c’è un’idea della musica come esplorazione incessante di paesaggi sonori. La tromba di Fresu ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, le sue incursioni nel pop e nella musica colta hanno contribuito ad aprirle nuove strade, la sua passione e generosità hanno aiutato ad avvicinarla a un pubblico sempre più ampio. Fresu si narra qui con voce semplice e intensa, rivelandoci oltre al musicista il maestro, l’organizzatore culturale, il viaggiatore innamorato dell’Africa e di Parigi, il tessitore di magie, di incontri e di storie.
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Paolo Fresu. In Sardegna, Un Viagio Musicale. fresu in sardegna un viaggio musicale

Autore: Paolo Fresu – Anno: 2012 – Editore: Feltrinelli.
Paolo Fresu ha compiuto cinquant’anni nel 2011. C’era una festa da organizzare e tanti amici da invitare: musicisti, scrittori, uomini di teatro, ma anche amici, concittadini, conterranei. Evidentemente, un solo party non bastava. Forse per questo è nato l’incredibile progetto dei “!50 anni suonati”: cinquanta concerti in cinquanta diversi luoghi della Sardegna in cinquanta giorni consecutivi coinvolgendo negli spettacoli amici e artisti da tutto il mondo, da Stefano Bollani a Ornella Vanoni, da Uri Caine a Omar Sosa, da Ludovico Einaudi a Sheila Jordan. In quasi due mesi di musica, spostamenti, sorprese, emozioni, Paolo Fresu è andato alla riscoperta della sua amatissima isola, della sua gente, delle sue bellezze, degli angoli nascosti e di quelli celeberrimi. Ha suonato in piazze di paese, miniere abbandonate, spiagge incantevoli, siti archeologici, centrali eoliche, teatri, stazioni ferroviarie. E ha tenuto degli appunti di viaggio, scrivendo di notte dopo i concerti o durante gli spostamenti tra una tappa e l’altra. Il risultato è questo libro, il racconto di un tour eccezionale, ma anche una grandiosa guida della Sardegna in cinquanta concerti e innumerevoli storie. Un itinerario completo di suggerimenti per mangiare e bere bene, indicazioni di luoghi poco o per niente battuti, approfondimenti sulla storia e le tradizioni di una terra straordinaria, e le testimonianze di alcuni compagni di viaggio (come Lella Costa, Paola Turci, Ascanio Celestini, Flavio Soriga).
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Stefano Bollani. Parliamo di Musica.stefano bollani, parliamo di musica

Autore: Stefano Bollani – Anno: 2013 – Editore: Mondadori.
“L’idea che per capire la musica si debba per forza possedere un certo bagaglio culturale è una turbata, spesso è una scusa per pigri, o una medaglia acquisita sul campo per chi crede di essere fra quelli che la ‘capiscono’. Avere gli strumenti per godere della musica non significa conoscere né l’armonia né l’epoca in cui è stata scritta né il retroterra culturale del compositore, ma riconoscere qualcosa che abbiamo dentro e che risuona.” In questo libro Stefano Bollani ci spiega il bello della musica. E lo fa con parole semplici, con il suo spirito libero, sfatando insidiosi luoghi comuni e svelando i segreti di un laboratorio fantastico, quello dell’improvvisatore: armonia, melodia, dinamiche, ritmo, colpi a effetto, trucchi, debolezze e assi nella manica dei jazzisti, dei creatori pop e degli interpreti. Parliamo di musica è un viaggio affascinante nei meccanismi della creazione musicale raccontato da uno dei massimi talenti del nostro tempo. Bollani però prima di tutto è un vorace ascoltatore, dai Beatles a Frank Zappa, da Elio e le Storie Tese a Giacomo Puccini, da Bill Evans alla bossanova di Antonio Carlos Jobim e co compilando una sorta di appassionato “taccuino di appunti”, il grande pianista ci guida nella comprensione dei suoni e delle loro diverse chiavi di lettura, fino a farci scoprire che si tratta di un percorso dentro le nostre stesse percezioni nascoste. Perché “non solo nella musica, ma anche nella vita, il vero spettacolo è ascoltare”.
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Arrigo Polillo. Stasera Jazz.arrigo polillo stasera jazz

Autore: Arrigo Polillo – Anno: 2007 – Editore: Polillo Editore.
Arrigo Polillo ha avuto la ventura, per circa quarant’anni a partire dal secondo dopoguerra, di incontrare i grandi maestri del jazz e di organizzare le loro esibizioni in Italia. Questo volume pubblicato per la prima volta nel 1978, offre una rievocazione scandita da una serie di ritratti illuminanti, arricchiti dalle fotografie scattate in quegli anni dal figlio Roberto. “Hai conosciuto John Coltrane?”. “Sì? E che tipo era?”. Non so quante volte mi sono sentito rivolgere domande simili; solo il nome varia di volta in volta. Non che i miei interlocutori volessero da me uno studio psicologico; si accontentavano di molto meno. Anche di sapere se il Tale è antipatico o simpatico, se è intelligente o tonto, se è gentile oppure no. Ho sempre cercato di rispondere come meglio potevo alle domande che mi venivano rivolte, ma alla fine mi sono dovuto chiedere: perché non rispondere una volta per tutte per iscritto, e cioè con un libro? Queste pagine sono nate così. In esse ho cercato di scrivere un rapido diario di quarant’anni vissuti in mezzo al jazz, e più precisamente fra le quinte del jazz. A costo di sorprendere qualche famoso jazzman in pigiama.”
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John Coltrane. La Vita e la Musica di John Coltrane.john coltrane la vita e la musica

Autore: Lewis Porter. Traduzione: Adelaide Cioni. Anno: 2015.   Editore: Minimum fax.
John Coltrane, il più grande sax tenore di tutti i tempi, rimane oggi per molti versi una figura ancora misteriosa: ingabbiata nello stereotipo dell’artista geniale e maledetto ma non sufficientemente indagata e compresa. Questa biografia, la prima scritta da un musicista e studioso di jazz, colma un vuoto di cui da più parti si andava denunciando l’anacronismo. Frutto di quindici anni di ricerche d’archivio, interviste con amici e colleghi del musicista, analisi delle partiture musicali, Blue Trane offre il più completo ritratto oggi disponibile di uno straordinario virtuoso e sperimentatore e della sua evoluzione artistica: la gavetta nella big band di Dizzy Gillespie, le collaborazioni con Monk e Miles Davis, la carriera solista e l’affermazione del leggendario quartetto che regalerà al jazz l’opera più innovativa e più amata di sempre: A Love Supreme. Con un ampio apparato di fotografie, documenti, spartiti e una cronologia dettagliata che ricostruisce tutte le esibizioni dal vivo di Coltrane, questo libro è una lettura imperdibile per gli amanti del jazz e uno strumento indispensabile per gli studiosi e i professionisti della musica. note a cura da minimumfax.comchiusura

Herbie Hancock. Possibilities. L’autobiografia.Herbie Hancock. Possibilities.

Autore: Lisa Dickey. Traduzione: Michele Piumini. Anno: 2015. Editore: Minimum fax.
In Possibilities, il leggendario pianista e compositore Herbie Hancock riflette su ben sette decenni di vita e carriera vissuti da vero innovatore, nei quali ha esplorato ogni genere musicale e lasciato un’impronta indelebile sul jazz, l’r&b e l’hip-hop, garantendosi al contempo il successo testimoniato dai quattordici Grammy Awards vinti. Dagli inizi come bambino prodigio al lavoro in quintetto con Miles Davis, dalle innovazioni introdotte come leader di un sestetto rivoluzionario alla collaborazione con musicisti del calibro di Wayne Shorter, Joni Mitchell e Stevie Wonder – passando per le sue influenze musicali, divertenti dietro le quinte, il suo matrimonio lungo e felice e il suo rapporto creativo e personale con il buddismo – queste pagine rivelano il metodo che si cela dietro l’innegabile genio musicale di Hancock. Illuminante e vitale come l’uomo che l’ha scritta, questa autobiografia è un prezioso contributo alla letteratura jazz e una lettura obbligata per gli appassionati e gli amanti della musica. note a cura da minimumfax.com
chiusura


Charles Mingus. Mingus Secondo Mingus. Interviste sulla vita e sulla musica.Mingus Secondo Mingus. Interviste sulla vita e sulla musica

Autore: John F.Goodman. Traduzione: Michele Piumini. Anno: 2014. Editore: Minimum fax.
Charles Mingus (1922-1979) ha rappresentato la più perfetta espressione dell’artista larger than life: esuberante, imperioso fin dalla stazza fisica, carismatico; facile alla rissa e alla risata, perennemente alla ricerca di un ideale di bellezza che inseguiva nella vita di tutti i giorni con la stessa grazia e la stessa rabbia con le quali cavava le note dalle corde del suo contrabbasso. In questo libro il giornalista americano John F. Goodman ha raccolto una serie di interviste inedite a Mingus da lui realizzate fra il 1972 e il 1974, creando un nuovo, affascinante autoritratto dell’uomo e del musicista. Con risposte di volta in volta lapidarie o torrenziali, candide o provocatorie, il grande contrabbassista affronta gli argomenti a lui più cari: la nostalgia per l’epoca delle big band e delle jam session e le perplessità rispetto ai più recenti sviluppi del jazz; il confronto con i critici musicali, da lui temuti quando non detestati; il delicato equilibrio tra la creatività estemporanea e il duro studio, tra l’originalità e la tradizione; le battaglie per l’indipendenza artistica in un ambiente dominato da discografi ci spregiudicati e impresari disonesti; i ricordi affettuosi dei colleghi e dei maestri scomparsi; i rapporti tumultuosi con le donne, passati attraverso numerosi matrimoni e altrettanti divorzi. Divertente, intimo, ricco di aneddoti e riflessioni, Mingus secondo Mingus è un’opportunità imperdibile per scoprire i mille volti di un artista simbolo dell’epoca d’oro del jazz. note a cura da minimumfax.comchiusura

Gli Standard del Jazz. Una guida al repertorio.Gli standard del jazz.

Autore Ted Gioia. Anno: 2015. Editore: Edit, Siena Jazz.
Da uno dei più importanti esperti di jazz della scena internazionale, già autore per EDT di una fortunata Storia del jazz (2014), la prima guida completa alle canzoni e melodie che costituiscono la lingua comune dei jazzisti di tutti i paesi e di tutte le epoche. La storia, le caratteristiche, le versioni più celebri di oltre 250 successi (i cosiddetti “standard”), elencati in ordine alfabetico, che spaziano dai grandi classici di Broadway (“Summertime”, “Autumn in New York” ecc.), scritti da maestri come George Gershwin e Irving Berlin, alle più famose melodie di jazzisti del calibro di Miles Davis, Thelonious Monk, Duke Ellington e John Coltrane. Per ciascuno standard, Gioia fornisce al lettore una quantità di notizie storiche interessanti, aneddoti coloriti, dettagli tecnici e indicazioni di ascolto. Un libro che contiene più di 2.000 incisioni consigliate, adatto alla lettura e alla consultazione. note da lafeltrinelli.itchiusura

Dizionario del jazz italiano.Dizionario del jazz italiano.flavio caprera

Autore: Flavio Caprera. Anno: 2014. Editore: Feltrinelli.
A partire dagli anni settanta il jazz italiano ha acquisito un peso e un ruolo importante, ben considerato persino sull’arena internazionale. Sulle tracce di alcuni interpreti di assoluto valore mondiale, oggi è nata una nuova scena di musicisti più giovani, che si sta già imponendo, non solo nel nostro paese, per la rigorosa preparazione musicale e le capacità creative. Questo è dovuto anche al lavoro sostenuto dalle scuole di jazz e dai conservatori, all’azione di jazzisti stranieri di passaggio in Italia che, collaborando e insegnando, hanno fatto crescere dal punto di vista tecnico e artistico i nostri musicisti. La necessità di un esaustivo Dizionario del jazz italiano era dunque sentita da tempo: era urgente la necessità di monitorare i movimenti presenti sulla scena italiana, ricostruendo i fili delle relazioni e delle collaborazioni tra i diversi musicisti. Questo Dizionario dedica spazio non solo alle figure più note del jazz italiano, ma anche ai musicisti più giovani. Una guida che cerca di rappresentare, attraverso i suoi protagonisti, le diverse aree geografiche italiane, le loro caratteristiche intrinseche e il tipo di jazz suonato. Di ogni musicista si fornisce un’esauriente biografia, una discografia con i lavori più importanti e il sito web di riferimento. note da lafeltrinelli.itchiusura

Livio Cerri.livio cerri mezzo secolo di jazz

Mezzo Secolo di Jazz – 1981 – Nistri.Lischi Ed. – Pisa

Questo volume costituisce una cronaca di quasi tutti gli avvenimenti jazzistici importanti che hanno avuto luogo in Italia e talora all’estero, dagli anni ‘30 agli anni ’70.Ben pochi studiosi italiani avrebbero potuto risalire ai primi anni Trenta come l’Autore che a quei tempi cominciò a vivere personalmente l’affascinante nuova musica del nostro secolo. Nel lavoro egli affronta la materia con giudizi critici anticonformisti spregiudicati e decisamente personali, cominciando con le prime esperienze quasi clandestine e continuando con gran parte dei concerti e dei festivals che si sono svolti dal  dopoguerra. In un’appendice sono raccolte trentadue tavole musicali che contengono più di cento fra le più importanti improvvisazioni ed orchestrazioni jazzistiche, trascritte dall’autore, e la partitura dell’”andante” del suo Quartetto dei Blues per quattro archi. note da Nistri-Lischi.itchiusura

Livio Cerri. antologia del jazz

Antologia del Jazz – 1955 – Nistri-Lischi Ed. Pisa

Questa opera di Livio Cerri non è una delle solite storie del jazz più o meno attendibili e neanche una delle tante cronache, che costituiscono generalmente la letteratura di questa forma d’arte, caratteristica del nostro secolo. Essa costituisce invece una nutrita analisi critica dei dischi di jazz incisi dalle origini, che vengono riuniti con criteri storici o critici in parte nuovi. Il profano di questa musica viene introdotto gradualmente con i primi tre capitoli, dei quali uno dedicato all’estetica jazzistica, uno alla storia ed il terzo ad un quadro generale di tutta la materia. Il conoscitore sarà lieto di trovare una così ampia documentazione sia nel campo del jazz arcaico che in quello del jazz moderno. Inoltre, a differenza di molti altri studiosi, il Cerri non ha trascurato l’epoca intermedia della storia del jazz. Infine il musicista, e non soltanto quello di jazz, troverà incluse nel libro una quarantina fra le più celebri improvvisazioni di jazz trascritte sulla carta da musica: esse riguardano tutte le epoche del jazz, da King Oliver a Dizzy Gillespie, da larry Shields a Stan Getz. note da Nistri-Lischi.itchiusura

Livio Cerri. Livio Cerri. Jazz In Microsolco.

Jazz In Microsolco. 1962.

In questo volume sono passati in rassegna quasi tutti i microsolco pubblicati in Italia fino al 1962. La vastissima materia è stata suddivisa in nove parti,: Armstrong e negri arcaici; Beiderbecke e i bianchi arcaici; Ellington e i nuovaiorkesi negri; Swing e Kansas City; Transizione e concerti; Bop,Nero Bop e negri moderni; Cool, Pacifico e bianchi moderni; Antologie; Jazz in Europa. Perciò l’opera interessa il cultore del jazz arcaico, quello del jazz intermedio e del jazz moderno;e i fans del jazz europeo. In altre parole tutti i veri cultori di Jazz troveranno utilissimo questo volume anche perché la consultazione è facilitata anche da un completo indice dei nomi d delle orchestre. note da Nistri-Lischi.itchiusura

Lennie Tristano. Il profeta incompreso (con CD audio).lennie tristano il profeta incompreso

(by Riccardo Brazzale, Franco Fayenz). Ed.Stampa Alternativa

La figura del “maestro carismatico” nella storia del jazz trova la sua massima espressione in Lennie Tristano. Il più importante tra i jazzisti americani di origine italiana rappresenta anche il mito del grande musicista cieco che vive in simbiosi con i suoi allievi. Una figura tra Omero e Socrate, proiettata nell’universo quasi letterario del grande jazz degli anni Cinquanta. Questa nuova edizione, completamente rinnovata e raddoppiata nelle pagine, oltre alla vita del grande maestro, presenta anche l’analisi delle sue opere, assieme a rare fotografie scattate da Riccardo Fayenz. In allegato al libro un CD Audio di composizioni risalenti ai primi anni della produzione discografica (tra il 1945 e il 1955) del grande artista italoamericano. da Unilibro.itchiusura

Geoff Dyer.Geoff Dyer.

Natura morta con custodia di Jazz – 1991 – Instar Ed.

Per un po’ mi sono domandato se non fosse doveroso segnalare i passi in cui prestavo ai personaggi frasi da loro effettivamente pronunciate nella realtà. Alla fine, attenendomi al principio che ha guidato tutte le altre mie scelte in questo lavoro, ho preferito evitarlo. È normale che i jazzisti si citino a vicenda nei loro assolo: avvertirlo o meno dipende dalla nostra competenza musicale. Qui capiterà la stessa cosa. In linea di massima considerate che quanto leggerete è stato inventato o modificato, non riportato. Per tutto il libro mi sono proposto di presentare i musicisti non com’erano ma come me li immagino e, ovviamente, fra le due versioni può esserci un abisso: piú che descrivere i musicisti in azione, ho cercato di proiettare a ritroso di trent’anni – fino al momento in cui la loro musica fu concepita – la mia esperienza di ascoltatore contemporaneo. da Einaudi.itchiusura

Walter Mauro.miles e juliette

Miles E Juliet – 2008 – E.Perrone Ed.

Miles Davis e Juliette Greco. Questa è la storia del loro amore. Parigi, un bellissimo maggio di fine anni Quaranta. 1949. Nella penombra delle prove della celebre Salle Pleyel c’è una donna rapita dalle note di una musica. Di fronte a lei un genio del jazz. Lei è Juliette Greco, che canta i versi di Aragon e Prévert davanti ai loro stessi occhi, dentro i locali di Saint-Germain-des-Prés, in una Parigi irripetibile. Lui è Miles Davis, musicista tra i più originali e influenti di un intero secolo. Walter Mauro insegue Miles e Juliette nelle tappe di un amore che si accende segreto, improvviso e li ossessiona. Soffiano su questa rapida, furiosa passione i venti letterari e filosofici di due città: Parigi, che cambia che inventa. La Parigi di Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, di Boris Vian e Pablo Picasso, di Franz Fanon e di Raymond Queneau. Quando gli aristocratici del pensiero, il miglior credo esistenzialista, si trovava a Cafè de Flore o al Deux Magots, e reinventava il futuro ai tavolini della città liberata, che non era mai stata così viva e bruciante. E New York di mille luci, malinconica, fervidissima e oscura. Da testimone innamorato del jazz, dopo una lunghissima carriera di critico, Walter Mauro esordisce alla narrativa con un romanzo di musica e amore. da Amazon.itchiusura

Jazz! Una guida completa per ascoltare e amare la musica jazz.jazz.edt.

Autore: John F. Szwed; Ed. Siena Jazz.

Il jazz è stato spesso definito l’unica forma originale di arte americana o la musica del ventesimo secolo per eccellenza; eppure, malgrado questi appellativi trionfali, si può dire che il jazz sia rimasto anche una delle forme di espressione più spesso fraintese. Nato come musica etnica, si è progressivamente spostato al centro della scena culturale diventando la musica americana più popolare, per trasformarsi subito dopo in avanguardia, di nuovo musica di una minoranza – una combinazione di intellettuali, alternativi e appassionati di ogni parte del mondo. Tutto questo in meno di mezzo secolo. Adesso, prossimo a compiere i suoi primi cento anni, il jazz si è frammentato in molte cose diverse per persone diverse: per qualcuno è una musica d’avanguardia, per altri invece è musica della tradizione. Ma il jazz è qualcosa di più
che musica: ha una storia e una tradizione di pensiero, un immaginario e un vocabolario; ha la sua agiografia, con i suoi santi via via eletti oppure rimossi dal pantheon. È una forma d’arte in cui molti diversi codici simbolici vengono ora creati: su disco, nei film, nell’arte, nella letteratura, nella pubblicità, nella moda, nella lingua, persino nel cibo e nelle bevande. Questo libro si propone come un’introduzione
generale al mondo del jazz, alla sua storia, ai suoi personaggi, al suo linguaggio e alla sua discografia. Dettagliate e utilissime indicazioni d’ascolto e di approfondimento ne fanno un libro concepito per aiutare a capire, ma soprattutto ad amare il jazz. da EDT.itchiusura

Stefano Zenni.stefano zenni storia del jazz

Storia del Jazz.Una prospettiva globale.- 2012 – Stampa Alternativa Ed.

Le vicende musicali sono narrate nell’abbraccio fra Stati Uniti ed Europa, America Latina e India, Giappone e Russia, gettando luce sulle complesse relazioni culturali e artistiche dell’espansione musicale afroamericana tra il XVI e il XXI secolo. E la musica è vista anche nelle sue connessioni con gli stili di danza, i diversi ambienti (club, sale da ballo, teatri), le condizioni professionali (il ruolo di produttori e manager, le regole del music business) e i movimenti politici, in un’indagine globale e profonda. Soprattutto, centinaia di capolavori del jazz vengono offerti alla comprensione del lettore sulla base di robuste fondamenta musicologiche. Emerge una prospettiva polistilistica, che si avvale delle metodologie più avanzate; una visione inedita che include le relazioni fra individui, i movimenti geografici – le migrazioni intercontinentali come le microdinamiche urbane – e gli intrecci fra generi, senza trascurare i rapporti fra jazz e musica classica, tra improvvisazione e scrittura. Rovesciando i cliché consueti, l’autore inaugura così un nuovo paradigma narrativo, usando rimandi grafici agli ascolti, diagrammi di ausilio all’analisi delle composizioni, illustrazioni e mappe che esaltano il taglio geografico del racconto. Un’integrazione al precedente volume dello stesso autore, “I segreti del jazz”. da amazon.itchiusura

Billie Holiday, che palle!carlo loffredo bilie

di Carlo Loffredo. Coniglio Editore. 2008.

Si rivela acuto e ironico scrittore il grande jazzista italiano Carlo Loffredo, in questa sua autobiografia. Una storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi raccontata con l’intelligenza di un grande musicista. Carlo Loffredo ha militato nella prima orchestra jazz italiana, la 013 di Trovajoli, ha spintonato sulla strada del jazz musicisti come Romano Mussolini o Nunzio Rotondo, ha suonato con Louis Armstrong e Dizzy Gillespie, Oscar Peterson, Chet Baker, Earl Hines, Stephane Grappelli. Dal boom economico a Berlusconi, le notazioni sferzanti, le immagini commoventi, le interpretazioni originali e geniali di fatti, comportamenti e personaggi della cultura e dello spettacolo farciscono questo volume di ricordi. Un testo utile per la storia della musica e per gli appassionati e gli studiosi di jazz ma anche un memoriale intenso e coinvolgente come un romanzo di formazione. da amazon.itchiusura

Come se avessi le ali. Le memorie perdute.ChetBaker.indd

di Chet Baker, trad. M. Di Gennaro. Ed.Minimum fax.

Chet Baker – musicista, eroinomane, pioniere del cool jazz della West Coast è sempre stato una figura tanto venerata e affascinante quanto misteriosa. Fino all’uscita di queste memorie, scoperte a dieci anni dalla morte, grazie alle quali possiamo ascoltare una volta per tutte la sua vera voce. Baker dominò la scena del jazz negli anni Cinquanta, lavorando a stretto contatto con musicisti del calibro di Charlie Parker e Stan Getz. Tuttavia nel decennio successivo si trovò risucchiato in una spirale sempre crescente di eroina, cocaina e droghe chimiche. Dentro e fuori dal carcere, passando di relazione in relazione, da una parte all’altra dell’Atlantico, in cerca di una sorta di riscatto: questo è il suo memoriale. Qui, alle reminiscenze della sua infanzia si susseguono le storie di donne, i ricordi da galeotto, la dipendenza raccontata con il gergo del tossico e – naturalmente – le mille esperienze nel mondo del jazz: in tutto l’arco della sua vita, infatti, Baker è sempre tornato a rifugiarsi nel conforto che la musica portava con sé, sotto l’ala accogliente delle placide note della sua tromba e dei sussurri sommessi della sua voce. Fino a questa preziosissima testimonianza autobiografica, le sue registrazioni erano tutto quello che avevamo.da amazon.itchiusura

Joachim E.Berendt / Huesman Gunther – Il librfo del jazz : Dal ragtime al XX secolo – 2015 – Odoya Ed.111

Tutti gli stili del jazz: dal Ragtime di fine Ottocento al New Orleans di inizio Novecento, dal Dixieland degli anni Dieci al Chicago degli anni Venti, dallo Swing degli anni Trenta al Bebop dei Quaranta, dal Cool e Hard Bop degli anni Cinquanta al Free Jazz dei Sessanta, per arrivare al Jazz Rock degli anni Settanta, fino alle significative riprese e alle interessanti contaminazioni degli ultimi decenni. I leggendari musicisti e cantanti del jazz: da Louis Armstrong a Bessie Smith, da Bix Beiderbecke a Duke Ellington, da Coleman Hawkins e Lester Young a Charlie Parker e Dizzy Gillespie, da Miles Davis a John Coltrane, da Omette Coleman a John McLaughlin. Tutti gli strumenti del jazz: dalla tromba al trombone, dal clarinetto ai sassofoni, dal flauto al vibrafono, dal pianoforte all’organo, dalle tastiere al sintetizzatore, dalla chitarra al contrabbasso, dal violino alla batteria e agli altri strumenti a percussione. Tutti gli elementi del jazz: dalla formazione del suono al fraseggio, dall’improvvisazione all’arrangiamento, dal blues allo spiritual e al gospel-song, dall’armonia alla melodia, dal ritmo allo swing. Sono gli argomenti di questo manuale, che introduce il lettore nei segreti di un mondo musicale fra i più appassionanti. Introduzione di Luca Cerchiari.chiusura

James Aebersold : Jazz : Come suonare e Improvvisare. Con CD Audio,Vol,1 –  2010 – Volonte Ed.112

La filosofia alla base di questo libro è che la musica è alla portata di tutti, è uno strumento espressivo e comunicativo magnifico, che richiede sì studio teorico, dedizione e disciplina, ma è già nel cuore di ciascuno. Tecnica e studio, quindi, servono per il suo risveglio in noi. Seguendo questo libro lo studente sarà in grado di iniziare a suonare e improvvisare da subito, facendolo con più consapevolezza e in maniera più personale.chiusura

Claudio Sessa – Le età del jazz. I contemporanei – 2009 – Il Saggiatore Ed.113

Scorre via con l’intensità di un brano musicale “Le età del jazz”, il saggio con cui Claudio Sessa disegna il quadro della musica jazz degli ultimi decenni. Straordinariamente aperta a ogni forma di sperimentalismo, l’epoca contemporanea viene spesso ignorata nelle storie del jazz. Da Wynton Marsalis a Brad Mehldau, da Steve Coleman a Dave Douglas, senza dimenticare gli sviluppi dei musicisti più creativi delle precedenti generazioni, Claudio Sessa riempie questo vuoto riportando in un quadro generale le varie sfaccettature di una realtà musicale ricca di tendenze e personalità. Lasciando sempre sullo sfondo il mondo americano, che ha contraddistinto la nascita di questo genere musicale, “Le età del jazz” analizza la scena attuale da molteplici punti di vista. Si aprono così porte nascoste dietro le quali il lettore scorge alcune importanti peculiarità del jazz: con l’attenzione verso la tradizione americana e l’esperienza accademica del Vecchio continente acquistano importanza anche le radici popolari delle molte etnie approdate nel Nuovo mondo. Attraverso l’analisi dell’integrazione tra stili e tradizione, questa indagine mette a confronto il manierismo dei giovani leoni degli anni ottanta con l’eclettismo di coordinate stilistiche appartenenti a parametri di epoche storiche diverse, fino ad analizzare il valore delle strumentazioni elettroniche.chiusura

Alyin Shipton – Nuova Storia del Jazz – 2014 – Einaudi Ed.114

Le storie del jazz, si sa, rappresentano un terreno infido: difficile maneggiare una materia enormemente vasta, scandirne con esattezza i percorsi e le svolte, metterne in luce i movimenti principali e secondari, quando non sotterranei e carsici; dare il giusto peso a ciascun musicista, rischiando la sovraesposizione per alcuni e la semplice citazione per altri, quando non addirittura il silenzio; tenere il passo con l’evoluzione delle metodologie di ricerca; raccontare le lingue e le scuole nazionali nate in tutto il mondo, soprattutto in Europa; trovare una lingua accessibile, tempi e modi della narrazione che non si nascondano dietro il gergo tecnico, riuscendo a comunicare al lettore fatti e concetti complessi con la massima linearità. Fin dal suo primo apparire, all’inizio del nuovo secolo, “Nuova storia del jazz” di Alyn Shipton ha segnato uno spartiacque: d’improvviso, tutte le storie precedenti, rispettabili e spesso prestigiose, sono di colpo invecchiate. Agendo pazientemente e minuziosamente sulle fondamenta dei fatti e delle storie, scavando e rintracciando elementi tali da poter, con cognizione di causa e saldezza scientifica, imporre una nuova visione d’insieme a una materia lavica e debordante, Shipton offre una ricostruzione storica e una una innovativa sistemazione di dati e fatti interpolati all’interpretazione di vicende umane e stilistiche, capace di scavalcare steccati ideologici, certe vecchie letture ormai infeltrite.chiusura

Francis Scott Fitzgerlad / B.Armando – Racconti dell’età del jazz – 2011 – Newton Compton.115

Sono gli anni Venti, gli anni “dell’età del jazz”: anni di lustrini e paillettes, di feste e improvvisazioni musicali, anni vissuti a folle velocità all’insegna di un progresso inarrestabile, e culminati poi con la drammatica crisi economica del 1929. Con i suoi romanzi, primo fra tutti Il grande Gatsby, Fitzgerald fu insieme protagonista e cantore di quest’epoca, del sogno americano e della sua effimera, fragile consistenza. Pubblicata per la prima volta nel 1922, questa raccolta contiene affreschi sull’amoralità e gli eccessi che derivano dalla ricchezza (come in Il diamante grosso come l’Hotel Ritz), storie di un cristallino e toccante realismo (come Primo maggio) e fantasie narrative (come il celebre Il curioso caso di Benjamin Button, da cui è stato tratto l’omonimo film interpretato da Brad Pitt).«Gli occhi del signor Button seguirono il dito puntato, e questo fu ciò che vide. Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e parzialmente infilato in una culla, sedeva un vecchio di circa settant’anni.»chiusura

Francis Scott Fitzgerald116
Toni Morrison – Jazz Covers – 1996 – Sperling-Kupfer Ed.

Harlem, 1926. Joe Trace, un venditore cinquantenne di cosmetici, uccide Dorcas, la giovane amante di diciotto anni. Al funerale della ragazza, Violet, la moglie di Joe, cerca di sfigurarne il cadavere. Questa è in sintesi la trama del romanzo, ultima, superba prova della straordinaria scrittrice Toni Morrison. Ma il significato e il valore
dell’opera si collocano ben oltre il puro intreccio. Essa è soprattutto un ritratto della società nera che una voce narrante – uomo o donna? al lettore la risposta – intesse con un racconto il cui ritmo ricorda il jazz
e che spazia tra la New York degli anni Venti, dall’incedere frenetico, e la Virgina del 1880, dall’atmosfera più lenta e lirica. Joe e Violet rappresentano quel flusso migratorio di nere che all’inizio del
Novecento lasciò le zone rurali per riversarsi nella Città: ed è in quel mondo segnato dal razzismo e dalla segregazione che si sviluppa
la love story a tre, carica di passione e tragedia. I protagonisti sono accomunati da un passato di disagi e sofferenze: l’uomo è stato abbandonato dalla madre, sua moglie proviene da una famiglia poverissima e l’amante ha perso i genitori durante dei disordini razziali. Alla loro vicenda si affiancano altre storie, voci che si susseguono e si intersecano, punti di vista molteplici, ma nonostante il clima di disperazione e di violenza che si respira in certe pagine, tutto sfocia nell’ottimismo: la Città è comunque un luogo che offre la possibilità di costruirsi una vita indipendente e realizzata. Connotato da ricca invenzione linguistica, “Jazz”, a lungo ai vertici delle classifiche statunitensi, è un grandioso affresco dell’America di colore all’epoca
della Grande Depressione, ma al contempo è anche pura musica.chiusura

Stefano Zenni – I segreti del jazz – Guida all’ascolto – 2015 – Stampa Alternativa Ed.117

Un libro da leggere e ascoltare. Con più di 400 brani musicali on line, scelti tra i capolavori della storia del jazz: una completa guida integrata all’ascolto e alla comprensione delle musiche afroamericane. Tutto quello che finora è parso il frutto di un impenetrabile estro artistico trova il proprio posto nel quadro dettagliato di questo libro: un viaggio che abbraccia la cultura e il linguaggio jazzistici e intanto getta luce sui meccanismi profondi del fare musica, dall’improvvisazione alle poliritmie, dal sound alle forme, raccontati con rigore analitico e in modo accessibile, e resi concreti attraverso gli ascolti. Una grande sintesi d’assieme, uno sguardo sulle profondità storiche ed espressive della musica, costellato dalla rivelazione di affascinanti finezze in centinaia di capolavori, tra cui le opere di Davis, Ellington, Parker, Mingus, Armstrong. Questo libro, concepito con un metodo innovativo e interdisciplinare, in un fertile viavai dalla pagina alla musica, è un “terzo orecchio” offerto al lettore/ascoltatore alla scoperta dei segreti del jazz.chiusura

Roberto C.Colombo – Tracce sfumate – 2015 – Erga Ed.118

Che cos’hanno in comune un chitarrista napoletano in auge a Parigi nella Francia della Quarta Repubblica, un liutaio dell’Illinois che ha conquistato indistintamente i discepoli di Django Reinhardt e quelli di Charlie Christian, un clamoroso errore immortalato su disco da due consumati capiscuola del sax tenore, l’impiego dei chitarristi da parte del primo Charlie Parker, la chitarra suonata da Django negli Stati Uniti e un polistrumentista siciliano attivo a Berlino durante la seconda guerra mondiale? Semplicemente, si tratta di storie di jazz che le storie del jazz non raccontano. In questo libro si parla di Henri Crolla, Bill Barker, Ronnie Singer, Alfio Grasso, nomi poco noti al grande pubblico ma le cui vicende non sono meno straordinarie delle disavventure di Sonny Rollins e Coleman Hawkins riuniti in sala di incisione o della versatilità di quella che, a metà degli anni Quaranta, era la regina delle chitarre elettriche. Un libro eclettico, che integra i precedenti lavori di Colombo e aggiunge nuovi, intriganti tasselli all’appassionante storia della musica afroamericana.chiusura

Henri Matisse – Jazz – 2012 – Mondadori.119

L’artista francese realizza quest’opera all’età di 78 anni; afflitto da problemi di salute che lo costringono in carrozzina, Matisse non perde la sua instancabile curiosità e, aiutato dai suoi assistenti, sperimenta un nuovo modo di dipingere: con dei ritagli di carta dai colori intensi e brillanti crea dei grandi collage raffigurando composizioni di carattere astratto. Questo modo di dipingere viene denominato “papiers découpés” o tecnica del “dipingere con le forbici”. L’uso delle forbici infatti permette a Matisse di stancarsi meno che con tavolozza e pennello ma di ottenere comunque risultati sorprendenti per senso di equilibrio e purezza delle immagini. Per creare “Jazz” Matisse trae ispirazione dai saltimbanchi, dal teatro, dalla musica e dalla mitologia; alcune tavole, come “Icaro” o “Il Mangiatore di spade”, sono diventate vere e proprie icone dell’arte moderna. Questo capolavoro fu pubblicato nel 1947 da Editions Tériade con tiratura di soli 250 esemplari.chiusura

Boris Vian – Jazz!(rassegna stramba) – 2002 – Stampa Alternativa Ed.120

Apprezzato (e temuto) da Sartre, stimatissimo da Cocteau, sostenuto da Queneau e tenuto in grande considerazione da Robbe-Grillet, il Vian scrittore non ebbe mai il successo che meritava, e buona parte della sua opera è postuma. Ma fu considerato dal suo tempo come una sorta di eminenza grigia, uno stimolo per l’intero universo culturale parigino. Inventore di una prosodia letteraria “jazzistica” prima di Jack Kerouac, cantore di ballate antimilitariste prima di Dylan e di Joan Baez, anticipatore del teatro dell’assurdo, promotore di una “stampa alternativa” ante litteram, e critico musicale di spregiudicata preveggenza, Vian visse l’arte come un gioco. Il libro presenta un’ampia raccolta dei suoi scritti sul jazz.chiusura

Guido Michelone – Jazz forever – 2015 – Melville Ed.121

Un saggio che ripercorre le vicende sonore di un’intera civiltà. Una grande epopea narrata con ricchezza di dettagli, aneddoti, informazioni e con riferimenti interdisciplinari ai vari contesti socioculturali. Dai leggendari maestri del passato fino ai grandi protagonisti della scena musicale jazz odierna, analizzando gli stili e le correnti che li hanno portati alla ribalta e gli ambienti da cui hanno tratto origine e forza creativa. A completare questa ‘grande avventura’, una completa discografia in ordine cronologico, i 1020 brani e i 2020 CD più significativi, la classifica dei 10 migliori album di sempre.chiusura

Claudio Sessa – Le Età del jazz : I Contemporanei – 2009 – Il Saggiatore Ed.122

Scorre via con l’intensità di un brano musicale “Le età del jazz”, il saggio con cui Claudio Sessa disegna il quadro della musica jazz degli ultimi decenni. Straordinariamente aperta a ogni forma di sperimentalismo, l’epoca contemporanea viene spesso ignorata nelle storie del jazz. Da Wynton Marsalis a Brad Mehldau, da Steve Coleman a Dave Douglas, senza dimenticare gli sviluppi dei musicisti più creativi delle precedenti generazioni, Claudio Sessa riempie questo vuoto riportando in un quadro generale le varie sfaccettature di una realtà musicale ricca di tendenze e personalità. Lasciando sempre sullo sfondo il mondo americano, che ha contraddistinto la nascita di questo genere musicale, “Le età del jazz” analizza la scena attuale da molteplici punti di vista. Si aprono così porte nascoste dietro le quali il lettore scorge alcune importanti peculiarità del jazz: con l’attenzione verso la tradizione americana e l’esperienza accademica del Vecchio continente acquistano importanza anche le radici popolari delle molte etnie approdate nel Nuovo mondo. Attraverso l’analisi dell’integrazione tra stili e tradizione, questa indagine mette a confronto il manierismo dei giovani leoni degli anni ottanta con l’eclettismo di coordinate stilistiche appartenenti a parametri di epoche storiche diverse, fino ad analizzare il valore delle strumentazioni elettroniche.chiusura

John F.Szweb – “So What”:Vita di Miles Davis – 2003 – Il saggiatore Ed.123

Szwed (autore anche della fondamentale biografia di Sun Ra tradotta in Italia da Minimum Fax) è infatti autore sempre interessante e questo libro su Davis – uscito originariamente nel 2003 – si muove in modo sempre bilanciato tra gli aspetti biografici e quelli più strettamente musicali, evitando facili mitizzazioni per riflettere piuttosto in modo più ampio sull’incredibile percorso del trombettista, sul fondamentale apporto dei diversi musicisti geniali di cui si è circondato nei decenni.chiusura

124Enrico Bettinello – Storie Di Jazz – 2015 – Arcana Ed.

Un appassionante viaggio attraverso la vita e la musica di decine di jazzisti famosi e meno famosi, spaziando attraverso i decenni e gli stili. Da Louis Armstrong a Charlie Haden, passando per Lester Young e Bill Evans, una guida che unisce il calore della narrazione biografica all’accuratezza della analisi musicale, una sorta di educazione sentimentale alle tante straordinarie vite di artisti che hanno contribuito a costruire un secolo di grandi e piccole meraviglie sonore. Nati originariamente come rubrica mensile per la rivista “BlowUp”, i ritratti contenuti in questo libro offrono una lettura originale e immediata delle figure prese in considerazione, lontana dalle mitologie un po’ nostalgiche, con uno sguardo che cerca di raccontare a chi magari ha nelle orecchie altri suoni, perché vale la pena di scoprire o riscoprire la magia di una Mary Lou Williams, un Dizzy Gillespie, un Bud Powell o di un Jackie McLean, passando per figure chiave della musica africano-americana più avventurosa come Eric Dolphy, Andrew Hill e Charles Mingus, cui sono dedicati tre più ampi saggi.chiusura

Ruddick Matthew – Funny Valentine : La vita di Chet Baker – 2006 – Arcana ed.cb

“Funny Valentine. La vita di Chet Baker” è la biografia del formidabile trombettista americano, una delle voci più struggenti, inconfondibili, e anche sottovalutate, della storia del jazz. L’opera di Matthew Ruddick colma infatti un vuoto inspiegabile negli studi sulla vita e sulla musica di Chet Baker. Nel suo monumentale racconto, l’autore inglese ripercorre la carriera, l’esistenza, la poetica e il lascito discografico di un colosso del jazz: un artista “maledetto”, con gravi problemi legati alla tossicodipendenza, che Ruddick però ci restituisce nella sua dimensione più umana e vera. Grazie a più di duecento interviste inedite a chi lo conobbe, ai musicisti che lo accompagnarono nell’arco di una lunghissima carriera, a produttori, amici e giornalisti, “Funny Valentine” getta finalmente luce, a ventisei anni dalla sua tragica scomparsa, sui lati di una personalità complessa e fragile, facendoci conoscere un uomo dal formidabile talento, generoso e appassionato, sensibile e delicato, e un musicista di rara eleganza. Dagli esordi con Charlie Parker fino agli ultimi, disperati giorni europei, questo libro ne racconta la musica attraverso la vita, e la vita attraverso la musica.chiusura

De Scipio Carol – Massimo Urbani – L’avanguardia e nei sentimenti – 2016 – Arcana Ed.massimo urbani

Per molti era un nuovo Charlie Parker. Oggi, a ventun’anni di distanza dalla scomparsa, per tutti Massimo Urbani è stato il miglior jazzista italiano di sempre. Grazie alla tecnica mostruosa, alla musicalità sopraffina, alla creatività bruciante, all’energia che era in grado di produrre, e altrettanto velocemente dissipare, Urbani ha saputo declinare il jazz in una lingua tutta sua: un dialetto inimitabile, pieno di frasi nuove e inimmaginabili, spiazzanti. Geniale sul palco, umano e disponibile fuori. Massimo ha lasciato un ricordo indelebile. Per raccontarlo. Carola De Scipio ha costruito una polifonia emozionante, dando voce a un coro di memorie e narrazioni in cui ogni racconto contribuisce alla ricostruzione del profilo unico di un musicista irripetibile e di un meraviglioso essere umano. In questa nuova edizione il testo si arricchisce di molte nuove testimonianze, delle fotografie di Roberto Masotti e di una discografia compilata da Roberto Arcuri.chiusura

Michelone Guido – Il Jazz/Film – 2016 – Arcana Ed.127

Jazz e cinema, due fenomeni, due arti, due linguaggi che hanno attraversato burrascosamente il ventesimo secolo per proiettarsi, con immutata forza creatrice, nel secolo nuovo. Due forme espressive e artistiche coeve – nascono quasi simultaneamente – da intendersi quali grandissimi fenomeni del nostro tempo, perché in poco più di cent’anni hanno compiuto sul piano evolutivo un’accelerazione non paragonabile a quella delle altre discipline. Ma jazz e cinema non condividono soltanto questi aggiustamenti da studi teorici o da categorizzazioni archetipe: il rapporto più o meno diretto tra loro, con reciproche influenze, per quanto poco manifeste, e ancor meno evidenziate da ricerche, analisi o metodologie, risulta invece alquanto costruttivo e stimolante. Un terreno di studi, appunto, sostanzialmente inesplorato, se non in questo studio che torna in libreria in edizione ampliata e aggiornata. L’argomento di questo libro riguarda soprattutto il cinema che si impadronisce del jazz e non viceversa; e proprio perché il cinema si dedica al jazz in svariatissime maniere, il testo di Michelone ne scruta – a parte all’inizio l’esaustivo compendio storico – una in particolare, ossia i film che hanno per contenuto il jazz medesimo sotto forma di fiction e di documentario, con le storie vere, false, romanzate, fantasiose, realistiche di musicisti autentici, inesistenti, credibili o immaginari.chiusura

Stefano Zenni – Che razza di musica – 2016 – EDT Ed.128

Esiste una “musica nera”? E quale sarebbe la sua differenza rispetto a quella “bianca”? Sappiamo riconoscere un cantante africano americano al solo ascolto? Siamo abituati a pensare che la musica possa avere un carattere razziale, etnico o un “colore”, e se vediamo un musicista nero statunitense immaginiamo che sappia swingare con più naturalezza di un bianco, o che intonerà le blue notes con sottigliezze inaccessibili a un europeo e le caricherà di un feeling, di un soul inimitabile. Ma tutto questo ha un fondamento scientifico, storico o culturale? Stefano Zenni affronta per la prima volta in campo aperto una materia così delicata, smontando con argomenti brillanti e aggiornati i molti pregiudizi che non solo infestano il discorso degli appassionati, ma trovano ancora ampio spazio nella critica musicale. Per farlo fa riferimento a concetti in apparenza lontani dalla musica, dal colorism al passing, e introduce stimolanti riflessioni sui rapporti fra le culture africano americana, ebraica e italiana. Attraverso un inedito approccio multidisciplinare che si muove con agilità fra i più diversi campi delle scienze storiche, biologiche e sociali, Zenni dimostra che la musica sa essere un esempio mirabile di collaborazione fra individui e comunità: uno scambio ininterrotto di idee e di risorse che trascende ogni barriera culturale o tentazione classificatoria.chiusura

Buongiorno Vittorio – City Blues – 2016 – EDT Ed.129

Ascoltare le città come fossero musica, carpirne il suono segreto e i suoi riverberi nelle opere degli artisti. È seguendo questa stramba e romantica idea che un giovane scrittore siciliano vola a Los Angeles: in tasca ha il biglietto per un mondo magico popolato da UFO, animali parlanti, Mustang cabriolet, funghi allucinogeni e burritos volanti. Incontra maestri come Ry Cooder e giovani band come gli Allah-Las, dorme nell’ultimo letto di Gram Parsons e segue le tracce di David Bowie. E questa ricerca si trasforma presto in una magnifica ossessione che dalla California lo porta a Berlino, la città del Muro e della rinascita, di Nick Cave, degli Einstürzende Neubauten e della love parade. E che lo fa poi rimbalzare dall’altra parte dell’Oceano, verso Detroit, la “motor town”, la città della catastrofe postindustriale e dei sogni di redenzione, della Motown e della techno. Apparentemente ingenuo ma curiosissimo, stralunato ma pratico di mondo, Bongiorno si muove come un investigatore della fantasia in questo triangolo magico dove musicisti, artisti, architetti, scrittori e gente comune hanno intrecciato le loro vite lungo un secolo nemmeno tanto breve, producendo la musica più travolgente, l’architettura più inventiva, la letteratura più straordinaria, il cinema senza tempo e i sogni più accecanti.chiusura

Sorci Paolo – Django Reinhardt – 2015 – Audirotium Ed.130

Django Reinhardt, il più grande jazzista nato e affermatosi in Europa, non è in origine un jazzista. Per molti anni questa musica gli è addirittura sconosciuta poiché le sue origini culturali sono ben distanti dalla cultura afroamericana. Egli è un Manouche, un sinti, discendente della prima ondata di zingari che alla fine del XV secolo raggiunsero l’Europa occidentale: la sensibilità culturale di queste minoranze diasporiche non è, dunque, diversa da quella dei discendenti degli schiavi africani negli Stati Uniti. Si tratta di individui marginalizzati ed emarginati, usi alla multiculturalità, costretti a vivere lontano dall’ufficialità e inclini, per volontà e per caso, alle sfumature, alle ambiguità e alle trasgressioni. Contrabbandieri di merci, ma anche di culture, costretti al sotterfugio e in grado di creare, nel loro contesto socio-culturale, codici espressivi completamente autonomi e originali. Django era figlio di saltimbanques (la madre era acrobata e ballerina, il padre suonava il violino e la chitarra): fu un irregolare per tutta la vita e si formò musicalmente da autodidatta…chiusura

Erskine Peter – No Beethoven – 2015 – Arcana Ed.131

Mentre sono occupato a sistemare la mia batteria mi si avvicina un manager per annunciarmi che «i ragazzi saranno un po’ in ritardo» per le prove. Dunque, sembra che la prova dell’una di pomeriggio inizierà intorno alle tre o alle quattro: nessun problema. I tecnici dello studio sono molto disponibili, e ci mettiamo a fare delle prove con la disposizione della batteria, montando i gong cinesi che ho portato con me, strumenti che ho trovato a Londra durante un tour con Stan Kenton (porterò Jaco in quello stesso negozio durante un tour dei Weather Report: è qui che troverà il koto cinese che si distingue così tanto nel suo album WORD OF MOUTH). Si fanno le quattro del pomeriggio e noi abbiamo deciso come sistemare dei gong. Arriva lo stesso manager di prima e, scusandosi, mi informa che a quanto pare «i ragazzi faranno un altro paio d’ore di ritardo». Devono essere le sei e mezzo o le sette di sera quando Joe, Wayne e Jaco arrivano tutti insieme nel parcheggio della sala. Sono felice di vedere Jaco e gli vado incontro per salutarlo, ma lui sorride, mi fa un cenno con la mano e si allontana velocemente per lo stesso corridoio da cui è entrato. Stringo invece la mano a Joe Zawinul, che ha un corto mozzicone di marijuana rinsecchito attaccato al labbro inferiore. Mi fissa e mi stringe la mano, quasi mestamente. Wayne è molto più amichevole e sorride con calore e generosità. Si avviano verso il palco dove li aspetta la loro attrezzatura. Zawinul inizia a giocherellare sulla sua tastiera Prophet 5, appena tornata da una riparazione in fabbrica, mentre il tecnico e programmatore Alan Howarth gli spiega che lavori sono stati fatti durante l’assenza della macchina. Wayne tira fuori il suo sax tenore. Ora, se scegliessi di rimanere fedele alla mia esperienza con la big band, dovrei rimanere in attesa di istruzioni, o di un invito a iniziare. Qualsiasi band formata da una decina, o più, di musicisti richiede tale controllo del traffico, e ogni buon sessionman sa come stare al suo posto. Ma la lunga attesa mi ha annoiato, perciò faccio qualcosa che non è proprio da me, e inizio a suonare la mia batteria, BAM!, gettando a Joe il guanto della sfida, invece di aspettarlo da lui. Lui si volta verso di me, sembra sorpreso ma contento, e inizia a suonare. A questo punto siamo già in una jam session, e Wayne non perde tempo e si unisce a noi. Il fonico dei monitor è attento e il sound è veramente ottimo. Alzo gli occhi verso la sala e vedo rientrare Jaco, che ora ha una confezione da sei lattine di Heineken e un enorme sorriso in volto. Infila velocemente le birre nel frigo dello studio e salta sul palco, voltandosi ad acchiappare un basso Fender che gli viene lanciato al volo. Lo afferra facilmente a mezz’aria, si infila la tracolla, gira una manopola e siamo in corsa. Si sviluppa un medley di brani dei Weather Report, che ormai conosco bene, dato che ho fatto i compiti a casa e li ho ascoltati con attenzione. Tutto mi sembra davvero familiare, eppure so di trovarmi su un nuovo territorio e che, in effetti, sto suonando proprio la musica della mia vita. Questi ragazzi sono i miei eroi, e questi sono i momenti della propria vita musicale per cui vale la pena vivere. Una discesa libera olimpionica che, curva dopo curva, rafforza ciò che già sappiamo, e cioè che ci divertiremo e che vinceremo.chiusura

Pasquandrea Sergio – Breve storia del pianoforte Jazz – 2015 – Arcana Ed.132

Gli afroamericani hanno inventato la batteria e il banjo; hanno ridato nuova vita a strumenti ingiustamente trascurati dalla musica classica, come il contrabbasso, il sassofono, la tromba; hanno creato nuovi ruoli per il clarinetto e per la chitarra. Con il pianoforte, è stata tutta un’altra storia. Quando, alla fine dell’Ottocento, i primi musicisti di colore ebbero l’occasione di percuotere i tasti bianchi e neri, lo strumento aveva già alle spalle almeno un secolo e mezzo di illustre carriera, che ne aveva fatto il principe delle sale da concerto. Qui non si trattava di inventare o reinventare, bensì di fare i conti con un vero e proprio monumento della tradizione europea. Che per di più, con le sue note dall’intonazione fissa, poco si prestava alle sottigliezze di emissione e di pronuncia tipiche delle musiche di origine africana. L’evoluzione del pianoforte nel jazz è dunque una continua sfida: con le possibilità espressive dello strumento e con la sua stessa storia. Questo libro intende raccontarla attraverso le personalità di alcuni grandi maestri. Ognuno di essi sarà inquadrato all’interno del proprio contesto storico e stilistico, per poi illustrare il modo in cui egli ha affrontato e risolto le sfide proposte dallo strumento e per concludere esaminandone l’influsso sui musicisti che insieme a loro hanno scritto la storia del jazz.chiusura

Martorella Vincenzo – Storia della Fusion – 2015 – Aracan Ed.133

Piccolo classico di una nuova musicologia applicata, “Storia della fusion” ha, per primo nel mondo, inaugurato il versante di indagine su una musica all’epoca ritenuta degenerata rispetto ai sacri canoni del jazz. La fusion, infatti, fin dal suo apparire si è posta come musica inqualificabile: difficile definirla, ancor più complesso sistemarla in un quadro organico capace di tracciarne le coordinate stilistiche, i multipli incroci, le derive estetiche. Sfuggente eppure apparentemente così chiara, la fusion ha subito un processo evolutivo innegabile, ritagliandosi uno spazio autonomo i cui confini affacciano da una parte sul puro intrattenimento, dall’altra su un’idea di contaminazione affatto originale. Disprezzata dai jazzofili più rigorosi, sottovalutata dal pubblico del rock, ha in realtà costituito un momento importante nell’esperienza centennale del jazz nel tentativo, a volte meravigliosamente riuscito, di attivare differenti orizzonti espressivi. Nella prima edizione si tentava una ricognizione rigorosa e puntuale del fenomeno, partendo dalle origini, esaminando la produzione degli artisti più significativi, di quelli meno noti, allargando l’indagine ai linguaggi, e ai dialetti, della musica del villaggio globale. A diciassette anni di distanza, l’autore riconsidera le premesse e le conclusioni, correggendo alcune prospettive distorte dalla troppa vicinanza storica all’oggetto di analisi, modificando alcune conclusioni e dando una nuova lettura del fenomeno.chiusura

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